Una bandiera italiana sporca di vernice e un cartello: “L’immigrazione uccide. No Ius soli. Kyenge dimettiti”. Tutt’intorno volantini firmati Forza Nuova. I militanti di estrema destra scelgono il giorno dei funerali delle vittime di Kabobo, il ghanese che a Milano ha ucciso tre persone a colpi di piccone, per un blitz xenofobo notturno, nelle sedi provinciali del Partito democratico di diverse città. Tra cui anche Rimini, dove questa mattina gli iscritti arrivati per aprire la sede hanno trovato la porta tutta imbrattata e un tricolore sporco di rosso, come fosse “insanguinato”.  Nel mirino le ipotesi di riforma della legge sulla cittadinanza e dell’abolizione del reato di clandestinità, da sempre in cima all’agenda del ministro per l’Integrazione, Cecile Kyenge.

Un’incursione che coincide con l’avvio della campagna web anti immigrazione, e segue di pochissimo un’altra azione dimostrativa, risalente a giovedì notte, quando alcuni esponenti di Forza nuova hanno affisso cartelli davanti al Comune di Rimini e alle sedi della Cgil e dell’ Arcigay, Arci per protestare contro la manifestazione organizzata nella giornata contro l’omofobia e la transfobia. Entrambi gesti rivendicati apertamente con delle note stampa. “I recenti fatti di cronaca, i continui stupri e uccisioni di cittadini italiani per mano di extracomunitari clandestini, il totale silenzio delle istituzioni sempre più vigliacche e sempre più complici e l’evidente razzismo nei confronti dei nostri compatrioti, sono solo alcuni dei motivi che hanno spinto i militanti forzanovisti a compiere l’azione”, spiega il responsabile provinciale di Forza Nuova, Mirco Ottaviani.

Secondo i militanti Forza nuova a pagare le conseguenze politiche dei fatti di Niguarda deve essere soprattutto il ministro Cecile Kyenge, rea, dal loro punto di vista, di chiedere la cittadinanza per i figli di immigrati nati in Italia e la modifica della legge Bossi-Fini. “Il ministro Kienge tanto loquace nell’enunciare il suo programma distruggi Italia con l’introduzione dello ius soli, quanto taciturna dal non dire neanche un parola di pietà per i morti ammazzati, né una condanna per gli autori di questi delitti deve dimettersi”. Con quest’azione, si legge ancora nel comunicato, “Forza Nuova ribadisce per l’ennesima volta la sua radicale contrarietà a qualsiasi tipo di società multietnica e  grida ad alta voce che l’ immigrazione non e’ una ricchezza, che l’immigrazione genera povertà tra gli italiani, che l’immigrazione uccide”.

Un copione, quello di Rimini, già visto nella notte tra giovedì e venerdì in altre sedi del Pd d’Italia: Bari, Palermo, Roma, Pescara, Pesaro, Milano e Genova. Ovunque i militanti di estrema destra hanno lasciato davanti alla porta un tricolore, un piccone e un barattolo di vernice rossa. (g.z.)