Detto con simpatia per chi si candida, ma a Roma, come nelle altre città dove si voterà per le amministrative, non ne possiamo più di manifesti, dibattiti e promesse. Tra l’amarezza per il polpettone seguito alle elezioni nazionali e il contesto economico recessivo, la tentazione di staccare la spina al cervello e all’attenzione civile è massima.

Ma la strada può essere anche un’altra, quella di rovesciare il tavolo. Invece di subire infastiditi e passivi le campagne elettorali, ne abbiamo inventata una noi. Oggi pomeriggio vi sarà a Roma un incontro pubblico tra politici e cittadini impostato su un’idea innovativa, una metodologia a metà strada tra la democrazia partecipativa e quella rappresentativa.

Per ovviare alla frequente dinamica degli incontri tra politici e cittadini dove sono soltanto i più loquaci o rabbiosi o strumentali a prendere la parola, l’associazione di promozione sociale, Villaggio dei Bambini che sta dedicando un’enormità di energie e tempo al rilancio sociale e territoriale della propria comunità, ha distribuito alla totalità degli abitanti  del suo quartiere – il villaggio olimpico di Roma – circa 1500 cartoline.

Queste cartoline che diventano quindi una garanzia di appartenenza al territorio (perché distribuite solo a chi vi abita) prevedono la possibilità, in forma anonima, di scrivere una e una sola richiesta prioritaria da proporre ai candidati alla presidenza del II Municipio (i cinque principali saranno tutti presenti).

Il bello è che queste cartoline verranno portate brevi manu al dibattito dagli abitanti stessi che le riporranno in un cesto da cui direttamente a sorte verranno lette in diretta ai candidati. Massima partecipazione, massima trasparenza, massima democraticità. I candidati, senza intermediazioni giornalistiche o partitiche, dovranno rispondere dal vivo con impegni concreti.

Non sappiamo ancora come andrà tra qualche ora questo esperimento piuttosto inedito di confronto pre-elettorale, né quel che seguirà. Quel che ho capito da questo impegno  associativo, che ci prosciuga tempo energie ed emozioni, è che dalla grande depressione che ci circonda sta nascendo una gran voglia di impegno politico, anche a costo di sacrifici personali. Nei partiti? Mi dispiace confermare ma dalla mia esperienza le più grandi generosità civiche le ho finora riscontrate al loro esterno.