Sconcertante, ma anche, se vogliamo, scontato l’articolo di Enrico Fierro sull’abusivismo in Campania. Sconcertante circa i dati che fornisce (16 case abusive al giorno sono un’enormità), scontato circa l’atteggiamento che il Pdl, per bocca addirittura del Presidente della Commissione Giustizia, assume: “Presenteremo subito una iniziativa di legge per tutelare gli interessi dei cittadini campani che non possono vedere andar giù la loro casa”.

È da quando sono nato che si parla di abusivismo edilizio in Italia, soprattutto al sud, e se ne parla come se fosse un male con cui bisogna convivere: un male che non si può estirpare. Un male incurabile.

Sicuramente, a monte, un po’ di responsabilità l’ebbero i latini coniando quell’obbrobrio giuridico che è lo ius aedificandi, cioè il diritto di edificare. Ma le responsabilità più grandi  le hanno avute i moderni legislatori e governanti. I primi nel varare leggi che perdonavano gli illeciti mediante i condoni edilizi, favorendo in tal modo ulteriori abusi; i secondi non intervenendo con la necessaria tempestività per sopprimere il fenomeno, ma anzi, talvolta, addirittura giustificandolo. Quello che fa oggi Nitto Palma ricorda molto una marcia degli abusivi di Sicilia che venne addirittura aperta dall’allora sindaco di Augusta, aderente a quello che credo fosse ancora il Pci, o Pds, non ricordo.

Oggi come oggi non vi è più nulla che possa giustificare neppure lontanamente uno dei più odiosi fenomeni che caratterizzano la nostra italietta. Una volta esisteva il cosiddetto “abusivismo di necessità”, quando i Comuni non varavano piani regolatori od esecutivi, o non evadevano le richieste di licenze/concessioni edilizie. Oggi, in un clima di liberismo esasperato, vale addirittura il silenzio-assenso, quindi per il cittadino che si trovi nelle condizioni richieste dalla normativa è un attimo iniziare a costruire in piena legalità.

Quindi, nessuna giustificazione per l’abusivismo, ma tutte ragioni contro: chi costruisce abusivamente consuma territorio che non deve essere consumato; crea spesso condizioni di dissesto idrogeologico; non paga le tasse sulla casa; e via discorrendo.

Lo Stato, inteso in senso lato, ha solo da perderci dal persistere od addirittura dal dilagare di questo fenomeno. Ed allora, perché non interviene?

Non sfugge a nessuno che quando si tratta di distruggere il territorio, come in Valle di Susa, o anche nella stessa Campania con le discariche, lo Stato usa la forza, mentre si dimentica di averla quando il territorio deve tutelarlo. Perché non si aumentano gli organici dei Tribunali, se sono in sofferenza? perché non si creano sezioni specializzate? perché non si invia più Polizia Giudiziaria ad aiutare gli inquirenti? Perché non si commissariano quei Comuni il cui Sindaco tollera il fenomeno dell’abusivismo?  Perché siamo un paese…