Ultimo incontro, per quest’anno, di Libertà e Sapere, il corso di incontri-dibattito che organizziamo nella Casa di Reclusione di Rebibbia. Con Massimo Marnetto e Marta Pirozzi, del circolo romano di “Libertà e Giustizia”, si sono affrontati temi fondamentali relativi alla Costituzione, la dignità, l’importanza delle regole, l’uguaglianza.

Ampia partecipazione di detenuti, in un’inedita disposizione a semicerchio intorno ai relatori scelta appositamente per eliminare la distanza che a volte si crea tra chi parla e chi non può che ascoltare. Ne è scaturito un dibattito quanto mai vivace e interessante in cui, senza mai scendere a problematiche e recriminazioni personali, si è parlato di lavoro, rapporti con le famiglie, attività scolastiche e culturali in generale, pene alternative anche come antidoto al sovraffollamento, Codice penale da riformare, informazione e ruolo dei media. Per questi ultimi, era presente la troupe di Rainews24 che accompagna Luce Tommasi e ha realizzato il video.

Il minimo comune denominatore che lega tutte queste realtà ed esperienze – dalle scuole con i loro progetti alle associazioni, dai programmi trattamentali a quelli televisivi, per finire al senso ultimo che ispira questo mio blog su ilfattoquotidiano.it – è la ricerca di stabilire collegamenti tra i reclusi e la società esterna.

Sarebbe facile e comodo considerare il carcere una specie di discarica sociale in cui rinchiudere i condannati, per presto avviare una rimozione dalla coscienza collettiva. Al di là di considerazioni umanitarie, che per qualcuno potrebbero suonare troppo “buoniste”, va considerato che chiudere i detenuti e “buttare la chiave” non fa che incattivire e rendere le persone davvero irrecuperabili.

L’unico modo per dare un senso non solo alle vite di chi si trova a scontare una pena ma anche alle ingenti risorse che vanno a finanziare la macchina della giustizia, è un’efficace azione di reinserimento sociale costellata di iniziative e manifestazioni che – toccando il diritto, l’economia, la filosofia, la scienza, l’arte – offrono una formidabile chance per continuare a cercare orizzonti di vita diversi, migliori, per sé e per la società cui si appartiene.