“Se Berlusconi viene interdetto cade il governo“. “Se Berlusconi sarà dichiarato ineleggibile cade il governo”. “Se non si riforma l’Imu entro agosto cade il governo”. In un giorno solo, il Pdl lancia tre minacce alle larghe intese. E’ un tormentone, un mantra che risuona in continuazione nelle orecchie del premier Enrico Letta, sostenuto dalla coalizione degli opposti. Nell’ordine gli avvertimenti sono arrivati da Piero Longo, avvocato-parlamentare di Silvio Berlusconi, a proposito di interdizione. Dal senatore Altero Matteoli sull’ineleggibilitàDa Renato Brunetta, capogruppo alla Camera, sull’imposta che colpisce gli immobili

Ma Letta rischia davvero così tanto? I retroscena politici raccontano in realtà di un Pdl diviso tra la volontà di andare all’assalto dei “nemici” (politici e giudiziari) del suo leader e la necessità di preservare l’esistenza di un esecutivo che dovrebbe quanto meno alleviare i drammatici effetti della crisi economica che flagella lavoratori e imprese. Ieri sera, racconta La Stampa, in una cena a palazzo Grazioli ci sarebbe stata una “lite furiosa” tra il segretario Angelino Alfano, in veste di colomba, e Denis Verdini, in veste di falco. E Berlusconi avrebbe accettato i miti consigli del primo (spalleggiato da Gianni Letta) perché “non possiamo e non dobbiamo lasciare il Paese senza governo nei prossimi mesi”. Certo però che è difficile immaginare lunga vita per un esecutivo sottoposto ogni giorno a ultimatum roboanti, anche se il Cavaliere, nel suo intervento alla cena elettorale per Gianni Alemanno, ha di nuovo cercato di smorzare le contrapposizioni con l’esecutivo: ”C’è una forte possibilità che questo governo possa andare avanti – ha detto – ed è un momento che consideriamo epocale”. E spera che “il patto a cui siamo arrivati” col Partito democratico “ponga fine a quella che è stata una guerra civile durata vent’anni tra destra e sinistra, anche se nel centrosinistra ci sono ancora molti che si oppongono”.

Al termine di una giornata di socntro tra Pd e Pdl su giustizia ed economia, l’avvocato Longo, difensore di Berlusconi anche nei porocessi Ruby e Mediaset, è intervenuto a La Zanzara di Radio24. Prima di pronunciare il suo diktat a Enrico Letta, si è avventurato in dichiarazioni che hanno fatto scalpore sui tre milanesi uccisi a colpi di piccone da un giovane ghanese a Milano. “Kabobo? Io gli avrei sparato con la mia pistola, immediatamente. Subito dopo aver capito cosa stava facendo gli avrei sparato alle gambe”. Ma la “schiettezza” di Longo riguarda anche i destini del governo. Per il legale-parlamentare se Berlusconi viene interdetto dai pubblici uffici, un secondo prima il governo cade. 

“Kabobo, basta sparare alle gambe in quei casi”
Alla Zanzara, in riferimento alla tragedia della zona di Niguarda a Milano, Longo dice che “basta sparare alle gambe per farlo smettere di dare picconate alla gente. Se non si fosse fermato avrei sparato di nuovo alle gambe, e poi addosso. Con chi credete di parlare? Non mi sarei andato a nascondere da qualche parte”. “Ho la pistola qui davanti a me nel mio studio – dice Longo ai conduttori della Zanzara – anche se non posso portarla né alla Camera né in tribunale e nemmeno in treno. E’ una Luger Lcr fabbricata in America. Mi hanno appena rinnovato il porto d’armi”. 

Longo: “Berlusconi interdetto? Cade il governo un secondo prima”
Ma se questa è la dichiarazione più rumorosa di Longo, l’avvocato del Cavaliere chiarisce anche cosa avverrà in caso di condanna in Cassazione per il processo Mediaset. “Se, al giudizio della Cassazione, Berlusconi fosse interdetto dai pubblici uffici, il governo forse cadrebbe un secondo prima dell’interdizione. Però Berlusconi ha capacità politiche eccezionali, potrebbe riuscire a cavalcare un’interdizione uscendo dal parlamento e rimanendo a capo di una coalizione politica”. A Longo, d’altronde, non piace troppo questo governo: “Fosse stato per me questo governo non si doveva neanche fare, non sono felicissimo di questo accordo. Sono mondi diversi, viene giustificato solo per una sorta di stato di necessità, una camicia stretta. E’ un governo in cui una parte politica ha tentato di fare un accordo con forze politiche come i grillini. Grillo vuole molte persone in galera, un po’ tutti. Un movimento poco democratico perché se uno non ha un pc non può partecipare. Ma non è obbligatorio avere un pc e saperlo adoperare e invece questi grillini sono legati con un filo tremendo a questa struttura cioè il web, la rete. Immaginano che tutti debbano stare attaccati al pc, dall’operaio alla suora”.

“Ruby? Assoluzione poco probabile”
Tutto questo assume maggiore significato se è vero che Longo definisce “poco probabile” l’assoluzione nel processo Ruby. “Dobbiamo ancora intervenire noi, io e Ghedini, e ovviamente speriamo di cambiare le cose” aggiunge il legale. Poi Longo parla di Ilda Boccassini: “Ha una grande capacità di indagine, di far lavorare la polizia, raccoglie centinaia di migliaia di dati, poi li elabora attraverso schemi mentali che mi sono estranei. Io stimo sempre i miei avversari, che gusto ci sarebbe a vincere in un processo con avversari di scarsa levatura? Perdere con uno bravo è meno umiliante”. “Non credo – aggiunge – che nella Boccassini ci sia qualcosa di morboso come ha detto Marina Berlusconi. La Boccassini ha una passione inquisitoria per Berlusconi. E’ manichea, per lei il mondo si divide in buoni e cattivi senza sfumature. Una carenza di equilibrio che è propria di una parte minoritaria della magistratura, che però è molto attiva”.

Poi l’avvocato entra nel merito della vicenda Ruby: “I soldi di Berlusconi alle ragazze? Lui distribuisce i soldi secondo la sua generosità e la sua capacità economica. Per Berlusconi 2500 euro al mese sono nulla, come dieci, dodici euro. D’altra parte la magistratura ha da poco deciso che deve dare 3 milioni di euro al mese alla moglie. Basta fare il calcolo e si scopre che per Berlusconi dare mille euro è come darne uno per me o per voi”. Secondo il legale “quella verso le ragazze chiamate olgettine è solo generosità. Nel processo si è appurato che ha dato denaro a persone che non hanno fornito prestazioni sessuali. Ci sono ragazze che hanno detto che hanno avuto denaro senza prestazioni sessuali. Né Berlusconi ha mai richiesto queste prestazioni. Solo generosità”.

Verdini: “Berlusconi scosso, annullate tutte le manifestazioni”
Intanto Berlusconi ha annullato tutte le manifestazioni politiche delle prossime settimane. “Il presidente Berlusconi – spiega Denis Verdiniè rimasto particolarmente scosso dalle violenze di piazza avvenute a Brescia e ha pertanto deciso di annullare i prossimi comizi elettorali ad eccezione di quello a sostegno di Gianni Alemanno, candidato sindaco a Roma”.