E’ iniziato all’alba lo sciopero di 24 ore dei lavoratori della logistica organizzato dal sindacato Si Cobas. Una protesta fatta anche di presidi e picchetti. Succede all’Interporto di Bentivoglio, alle porte di Bologna. Un vero e proprio snodo logistico, oggi paralizzato dal blocco dei facchini arrivati da tutta la provincia di Bologna, capace di movimentare 9 milioni di tonnellate di merce ogni anno.

I Si Cobas, e con loro Adl Cobas e la Confederazione Cobas del settore privato, chiedono di poter entrare nella trattativa sul rinnovo del contratto collettivo nazionale della logistica, scaduto nel dicembre 2012. “Ci sono stati molti incontri, ma noi siamo sistematicamente esclusi dal tavolo – spiega Aldo Milani, sindacalista e leader della protesta – Per questo scioperiamo e per questo stiamo bloccando i tir. Che altro possiamo fare?”. “Oggi stiamo mandando un segnale ai padroni – urla un lavoratore di Unilog al megafono – Devono sapere che oggi fermiamo tutti i tir qui, la prossima volta andremo direttamente da loro”. Il presidio all’Interporto vede la presenza di circa 350 facchini, più decine di attivisti dei centri sociali e del mondo movimentista bolognese.

I facchini Si Cobas, sindacato che nell’ultimo anno è diventato maggioritario in molte aziende di rilievo del settore, chiedono aumenti salariali, ferie pagate, l’applicazione di medesime condizioni contrattuali indipendentemente dal committente e dalla cooperativa di appartenenza, agibilità sindacale e mantenimento delle medesime condizioni contrattuali in caso di cambio di appalto. Dito puntato anche contro il sistema di appalti e subappalti che caratterizza il settore della logistica, “In questo senso – recita un comunicato dei Si Cobas – riteniamo che per i lavoratori i principali interlocutori, non sono i consorzi o le cooperative sotto i quali formalmente sono impiegati, ma direttamente i committenti. E’ quindi soprattutto nei loro confronti che va indirizzata la nostra azione”.

Per i Si Cobas si tratta del secondo sciopero nazionale organizzato negli ultimi mesi. Il 22 marzo scorso fu bloccato l’interporto e molti altri magazzini in provincia di Bologna. Nel pomeriggio, ad Anzola dell’Emilia la situazione degenerò e ci furono cariche e feriti.