”Ma quali perquisizioni? Noi non siamo mica la polizia cilena e non terrorizziamo nessuno”. Geo Ceccaroli getta acqua sul fuoco e cerca di contestualizzare le notizie di questi giorni sull’intervento che gli uomini della Polizia postale di Bologna da lui comandati hanno fatto in un paesino della provincia di Bologna. Venerdì sera infatti, su mandato del pm romano Luca Palamara, gli agenti hanno notificato al signor Alessandro M. di Pieve di Cento un provvedimento che intimava la rimozione di un post: dentro c’era un’immagine che ritraeva la presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, nuda. O meglio la foto era quella di una signora a seno scoperto che però non era la terza carica dello stato. L’ormai noto falso insomma, condito da frasi tipo questa: ”Popolo del tweet, inviamo un fotomontaggio osé al presidente Laura Boldrini, che ci denunci tutti, come in Corea”.

”Abbiamo solo notificato un provvedimento giudiziario della Procura di Roma, una cosa di routine. Quell’articolo mi sembra molto enfatizzato”, spiega al Fatto quotidiano il comandante Ceccaroli. ”La nostra operazione era l’estensione di un provvedimento emesso alcune settimane fa dal pm Palamara che chiedeva la rimozione dell’url contenente quella immagine. E siccome questo signore lo aveva postato e commentato, è stato necessario bussare a casa sua”.

Il Giornale di Sallusti martedì sarebbe riuscito a rintracciare il blogger, Alessandro M., il quale, secondo il foglio di proprietà della famiglia Berlusconi, sarebbe rimasto ”letteralmente terrorizzato” dalla visita degli agenti: “La mia era solo una provocazione. Mi sembrava assurdo quanto stava accadendo a seguito di certe finte immagini della Boldrini e della reazione scomposta e spropositata che ne era seguita, con perquisizioni, indagati, oscuramenti – ha spiegato il blogger – mi chiedevo in che mondo vivesse la presidente posto che tutti i politici, anzi tutti gli italiani, sono vittime delle stesse prese in giro, più o meno pesanti, ma non hanno la possibilità di mobilitare a quel modo polizia e magistratura”.

Sul fatto che il blogger fosse terrorizzato Ceccaroli ha dei dubbi: ”Al massimo venerdì sera gli abbiamo disturbato la cena ed è stata disturbata anche quella dei miei uomini. Ma non mi è stato riportata notizia di alcuna preoccupazione manifestata dall’uomo e non mi risulta che fosse terrorizzato dalla nostra visita. È stato garbato lui e lo siamo stati noi. Ripeto, non c’è stato alcun sequestro né alcuna perquisizione. Il blog è ancora aperto, è stato solo rimosso quel post”.

Già da alcune settimane i magistrati della Capitale indagano sull’attività web attorno alla figura di Laura Boldrini e sui fotomontaggi che la riguardano apparsi sul web. Il pm Palamara procede per minacce, diffamazione e violazione della privacy. È proprio nell’ambito di queste indagini il blogger emiliano sarebbe stato ‘intercettato’ con il suo tweet compreso di frase e fotomontaggio e raggiunto per questo dalla notifica. ”Era solo un provvedimento di rimozione di un file e non mi risulta tra l’altro che questo signore sia indagato nel procedimento. Peraltro non è detto che non si possa essere chiamati a rimuovere ancora quella immagine da altri blog se dovesse riprendere a circolare”, ribadisce ancora il comandante Ceccaroli.