Gli inquilini degli oltre 50mila alloggi dell’Ater di Roma (l’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale) stanno trovando in questi giorni nelle loro cassette della posta una busta intestata dell’ente comunale. Sembra a tutti gli effetti una comunicazione ufficiale dell’Istituto ma in realtà è una pubblicità elettorale di Enrico Folgori, candidato del Pdl alle elezioni comunali e consigliere d’amministrazione dell’Ater. A denunciare l’accaduto due candidati al Campidoglio per la lista Repubblica Romana per Sandro Medici sindaco, Angela D’Alessandro e Checchino Antonini, sul sito d’informazione indipendente Popoff.globalist.

“Caro inquilino – si legge – sono diventato consigliere di amministrazione dell’Ater Roma nel dicembre 2011… Mi sono battuto per evitare che l’Imu venisse pagata anche sugli alloggi popolari, ho denunciato gli scandali sulle assegnazioni”. Una dolce premessa per poi proseguire con l’autoelogio del suo operato, parlando di manutenzioni ordinarie e straordinarie sia edilizie sia degli ascensori fino ad arrivare al nocciolo della questione, terminando la lettera chiedendo esplicitamente agli inquilini il voto: “Il 26 e il 27 maggio barra il simbolo del Pdl e scrivi Enrico Folgori”.

Al di là dei giudizi opinabili sull’amministrazione dell’Ater i candidati sollevano diverse questioni. “E’ corretto – si chiede Antonini – usare l’ente del quale il candidato è consigliere di amministrazione come falso mittente della sua pubblicità elettorale? Chi paga tale pubblicità? Sarà mica a spese dell’Ater? Forse, visto il precedente del falso rimborso Imu escogitato da Berlusconi, quella del travisamento è una precisa strategia del Pdl? Crediamo che questa pubblicità elettorale sia scorretta e vada denunciata” conclude il candidato di Repubblica Romana.

Il direttore generale dell’Ater, Renato Panella, assicura che “circa l’invio di materiale elettorale su carta intestata dell’ente, inviato dal componente del cda, Enrico Folgori, tengo a precisare che tale materiale non è stato fornito, né autorizzato da alcun organo aziendale, né è stata impiegata alcuna risorsa economica per la loro spedizione. L’Ater sta provvedendo a chiarire la situazione con il diretto interessato, al fine di intraprendere eventuali azioni a tutela del nome e dell’immagine dell’Azienda”.

Sul suo sito Folgori non fa nessun mea culpa, anzi. Rivendicando con orgoglio il suo impegno all’Ater dichiara che la spedizione del materiale con il logo dell’ente è stata una sua iniziativa personale e che il logo dell’azienda “è stato semplicemente utilizzato per una migliore identificazione verso i destinatari della lettera”.