Non c’è molto da girarci attorno. E la cosa ancora più sconvolgente è il fatto che non ci siano state dichiarazioni istituzionali a seguito di ciò che è accaduto domenica sera in prima serata su Canale5.

È un evento epocale anche per noi cittadini italiani abituati a convivere con mentalità, dichiarazioni e logiche mafiose, corrotte ed evasive (delle tasse) e quindi nati e coltivati in un humus in cui l’illegalità è la regola e la furbizia e il ladrocinio un vanto.

Ma quanto avvenuto ieri sera non ha precedenti. Su una delle principali reti televisive italiane è andata in onda (con basso audience) l’arringa difensiva pro populo a favore di un imputato che possiede quella stessa rete tv e che è l’ex primo ministro e fondatore e deus ex machina di uno dei partiti attualmente al governo.

Questo è un atto degno di una dittatura sudamericana, non c’è altro modo per definirlo.

Come è possibile che non si sia levata neppure una voce istituzionale? Forse perché parlare oggi vorrebbe dire essere costretti a nominare l’innominabile (oggi più che mai, da quando il Pdl è il saggissimo ago della bilancia del governo), ovvero il conflitto di interessi.

È pur vero che noi italiani siamo stati abituati a ingoiare qualunque tipo di pastiglia, per cui il risultato è la totale assuefazione a qualunque scempio della sovranità popolare delle intelligenze. Ma dovremmo tenere a mente che dichiarazioni istituzionali per uno scempio del genere rimangono un elemento necessario e nutriente della democrazia.

Nel programma per i primi 100 giorni di governo non compaiono le voci mafia, evasione fiscale e corruzione. Quello di cui tutti i leader politici parlano, il tanto acclamato tema del lavoro non può essere separato da queste tre voci. Sono mafia, evasione fiscale e corruzione che erodendo ogni anno un quarto del nostro Pil erodono migliaia di posti di lavoro. Lo sanno tutti gli specialisti in materia, lo sanno gli osservatori internazionali, eppure di legalità non si riesce a parlare.

Che queste tre parole non siano presenti nel primo programma di governo è già gravissimo, e segnale della temperatura di questo esecutivo “di scopo”. Ma che addirittura saltino le parole e le indignazioni per una così grande offesa delle intelligenze e della libertà delle coscienze è davvero preoccupante.