Che Daniele Sepe abbia un carattere impossibile è cosa risaputa, così come è risaputo che è tra musicisti italiani più apprezzati. Un artista scomodo che ha pagato a caro prezzo il suo essere comunista e contro corrente. Lo incontro al “Caffè dell’epoca” a piazza Bellini, a pochi passi dalla strada dei musicisti, via San Sebastiano, dove abita. In questi giorni esce il suo nuovo album: “In vino veritas” (Canti e Musiche da Cantina, Bettola, Osteria, Mensa, Bare Panchina). «Il vino – spiega Sepe –  è l’occasione per parlare della questione alimentare, perché la guerra si è sempre fatta per il mangiare e ancora oggi è così». Il disco si apre con il menù della casa e, Brinnese, dove la voce di Aldo Giuffrè apre un dialogo tra un vegetariano e un ubriacone, interpretati dall’istrionico rapper Shaone. L’album contiene, anche “Il sogno di Bacco”, brano che Sepe ha realizzato per la colonna sonora del film, “The Wholly Family”, di Terry Gilliam. L’alcol sale con il classico di, Nu poco ‘e sentimento, cantata dalla bravissima Floriana Cangiano e “Tempi moderni”, esplicita citazione a Chaplin, in cui il sassofonista napoletano insieme a Shaone, spiega perché la decisione di Marchionne di spostare la mensa da metà turno a fine turno, sia una scelta politica. Si continua con tradizionali greci e rumeni, sino ad arrivare a brani di Strawinsky, Joe Zawinul e Piero Nissim del “Nuovo Canzoniere Italiano”. E ancora un brano di Big Bill Broonzy affidato al blues metropolitano di Mario Insegna & Blue Staff, e infine il dolce con l’intensa versione di, Scetate, con la voce di Enzo Gragnaniello, la tromba di Gianfranco Campagnoli e il piano di Piero De Asmundis. Un album da gustare sino all’ultimo sorso, «d’altronde – come dice Sepe – noi campiamo per mangiare e scopare» e, anche per ascoltare la buona musica.

Dopo tanti anni hai lasciato “Il Manifesto Cd” per l’autoproduzione, perché?

Manifesto Cd in realtà ha chiuso da tempo, ma in ogni caso non avrei ripubblicato con loro. Con l’abbandono di Gugliemo Di Zenzo prima, e di Michela dopo Manifesto Cd aveva perso i connotati originali per i quali era nata. Aggiungici poi che all’uscita di “Fessbuk” il direttore Norma Rangeri addirittura pubblicò un editoriale in prima pagina per sconfessare il mio disco e il libro di Dal Lago e capirai che ormai non avevo niente a che vedere con quella linea editoriale. In ogni caso i miei album li ho sempre autoprodotti, loro li distribuivano solamente.

Sei reduce del primo maggio tarantino, come è andata?

La manifestazione di Taranto è stata una boccata d’ossigeno. Tutto quello che è autorganizzato, espressione diretta delle lotte di base, autonoma da sindacati e partiti, per me ha un valore doppio. penso che sia stata una ottima cosa.

Cosa consigli di mangiare e bere mentre si ascolta “In vino veritas”?

Di sicuro tutto quello che fa male, tracchie, cotiche, pizze fritte, parmigiane, polpette fritte, frittate di maccheroni…e da bere, vino senza solfiti che se no dopo vi viene il mal di testa.

Questa sera Daniele Sepe intorno alle 23 suonerà, con la sua banda, a Roma all’Ex Mattatoio. Per un assaggio di “In vino veritas” a questo link troverete giusto un aperitivo.

daniele sepe