La Guardia di Finanza di Milano sta notificando l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 14 persone indagate a vario titolo per associazione a delinquere, aggravata dal carattere della transnazionalità e finalizzata alla commissione di più reati fiscali, riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori.

L’attività investigativa, coordinata dal pm di Milano Bruna Albertini e dal procuratore aggiunto Francesco Greco, ha permesso di ricostruire un articolato sistema di frode fiscale nel settore del commercio dei metalli ferrosi che, attraverso l’annotazione in dichiarazione di fatture per operazioni inesistenti e l’omessa dichiarazione di redditi, ha determinato un’ingente evasione di imposta per un totale di 76 milioni di euro per una base imponibile di oltre 300 milioni di euro.

Dagli accertamenti svolti dagli investigatori della Gdf e dalla ricostruzione dei flussi finanziari, è stato appurato che le somme evase una volta monetizzate in contanti sono state trasferite all’estero e poi reimpiegate, grazie all’impiego di società fiduciarie elvetiche e professionisti esperti del settore, in operazioni di investimento immobiliare e in attività produttive in Italia. Nell’ambito della stessa inchiesta, lo scorso 13 febbraio, erano già state arrestate sette persone ed era stato sequestrato un patrimonio mobiliare ed immobiliare per un valore di circa 25 milioni di euro, tra cui due immobili industriali ed un supermercato, 40 immobili ubicati in varie provincie italiane, nonchè 20 tra autovetture e mezzi da trasporto merci, oltre a quote societarie, conti correnti e strumenti finanziari per circa quattro milioni di euro.