“Non si tratta di una condanna a morte”! Scherza, Domenico Auricchio, il sindaco Pdl di Terzigno (Napoli), alla notizia di essere stato condannato in primo grado a 14 mesi per aver assunto il nipote nel suo ufficio di staff. Lo riferisce ‘Il Mattino’ nelle pagine dell’edizione Nord in un articolo di Francesco Gravetti.

Scherza, Auricchio, ed ha ragione. Si è adeguato al comune sentire di un popolo che ha gettato la questione morale nel guardaroba dei cani e guarda con ammirazione, rispetto e invidia ai furbi che violano le regole della legge e della decenza. Peraltro, chi non vorrebbe garantire a un parente un bello stipendiuccio?

Auricchio dice di aver agito in buona fede – almeno non ha farfugliato che si trattava del nipote di Mubarak – ed aggiunge che “oggi fare il sindaco è molto difficile”.

E’ ancora più difficile se non si possiedono nemmeno le più elementari cognizioni delle norme sulle pubbliche amministrazioni. Non bisogna essere scienziati del diritto per sapere che è vietato fare nomine fiduciarie nella cerchia dei congiunti fino al quarto grado.

Qualche onorevole furbastro, in passato, aggirò il divieto con una singolare e poco erotica forma di ‘scambismo’: io nomino tua moglie nel mio staff e tu nomini la mia nel tuo. Tranquilli, anche Auricchio potrebbe diventare presto onorevole: è il primo dei non eletti Pdl al Senato, e da tempo si vocifera delle dimissioni di un parlamentare campano, prossimo ad assumere un altro incarico.