“Non c’è nessuna guerra tra D’Alema e Bersani”. Parola di Daniela Reggiani, portavoce di Massimo D’Alema, che ha affermato: “L’articolo di Repubblica dal titolo ‘Democratici senza guida, partito-caos’ è completamente inventato, basato su notizie false”. E, per quanto riguarda la prossima assemblea nazionale, secondo la portavoce dell’ex premier e ministro degli Esteri “proprio per evitare contese o conflitti, è stato deciso di affidare a un comitato ristretto la gestione dell’assemblea e l’individuazione delle procedure più adeguate per arrivare ad una candidatura unitaria e di garanzia”.

“D’Alema, per altro, non c’entra nulla”, ha aggiunto Reggiani, “non ha partecipato alla riunione del coordinamento di ieri sera essendo a Firenze per la conferenza sullo stato dell’Unione europea ed è in partenza per Barcellona per prendere parte a un convegno internazionale, dal quale cercherà di tornare in tempo per partecipare almeno alla votazione del segretario di garanzia”. La portavoce ha detto infine che D’Alema “non ha bruciato la candidatura di Guglielmo Epifani, che per altro Bersani non ha mai proposto”.

Intanto il senatore del Pd e candidato a sindaco di Roma, Ignazio Marino, durante la trasmissione Omnibus su La7 ha avvertito che “sarebbe più appropriato scegliere una figura che guidi il partito nei prossimi anni ma non credo accadrà”, mentre “credo che avere una reggenza non sia la condizione più salutare per il Pd che è la prima forza politica di questo Paese”. E a chi gli chiedeva se abbia già individuato una figura per questo ruolo e se Matteo Renzi possa essere l’uomo giusto, il senatore del Pd e candidato a sindaco di Roma ha risposto: “Deve essere fatto sicuramente un passo generazionale. A volti nuovi corrispondono idee nuove. Renzi è una persona di grande carisma”.

Dure invece le parole di Maurizio Gasparri del Pdl, che sempre durante la trasmissione Omnibus su La7 ha dichiarato: “Il problema del Congresso permanente del Pd sta ammorbando l’aria del Pd e della vita italiana”. E ha aggiunto: “Facciano il Congresso e ci dicano chi l’ha vinto perché non se ne può più”, sottolineando che “nei sondaggi il Pdl sta addirittura al 30 per cento, segno che Berlusconi ha gestito questa fase politica molto meglio, nonostante l’uso politico della giustizia”.