Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento passi. Stamattina quei passi calpestati a Cinisi da Peppino Impastato li ho “rifatti” con i miei ragazzi. In classe abbiamo appeso tra la cartina dell’Italia e quella dell’Europa, la foto di due nuovi “amici”: Aldo Moro e Peppino.

Giuseppe Ferrari, mio ex insegnate di motoria alle scuole medie (ormai defunto) non lo sa ma quel minuto di silenzio che un 9 maggio degli anni 80 mi fece fare in palestra per ricordare Moro mi è servito oggi a fare ancora una volta memoria del Presidente ucciso dalle Brigate Rosse, passando il testimone ai miei allevi che domenica in via Fani incontreranno Agnese Moro.

Stamattina, non so se ho fatto storia, geografia o educazione alla cittadinanza ma so che non potevo fare a meno entrando in classe di non ricordare con i miei ragazzi Aldo Moro e Peppino Impastato. Perché quella storia non fa parte del secolo scorso, non dev’essere studiata solo sui libri di storia che non ricordano mai di citare Impastato, dev’essere vissuta perché i miei ragazzi possano portare dentro di loro il coraggio di fare cento passi e l’onestà del bel volto della politica.

Avrei voluto che stamattina fosse il mio ministro a invitare ogni insegnante a rivedere “Il caso moro” o il film di Marco Tullio Giordana “I cento passi“. Avrei voluto che qualche altra collega si svegliasse accorgendosi che 35 anni fa, due uomini perdevano la vita ammazzati dalla Brigate Rosse e dalla mafia nello stesso giorno. Avrei voluto che qualcuno oggi anziché aprire il libro di scienze o di geografia leggesse “Un uomo così”, il libro scritto da Agnese per ricordare suo padre.

Ma in Italia non è possibile perché la memoria dura meno di un orgasmo. Eppure stamattina quando i miei alunni mi hanno visto con gli occhi lucidi mentre cantavamo insieme “uno, due, tre, quattro, cinque, cento passi” dei Modena, si sono anche loro emozionati anche se non hanno mai conosciuto Peppino e Aldo Moro.

E son certo che quando Mauro, Nicola, Maria, Sara e gli altri diventeranno un medico, un avvocato, un operaio o una maestra non dimenticheranno più di ricordare Peppino e Aldo Moro, il 9 maggio.