E’ prevista per le 17 sentenza nei confronti di Silvio Berlusconi e gli altri imputati nel processo Mediaset. In primo grado il Cavaliere era stato condannato a quattro anni. Tra le pene accessorie l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e quella dalle cariche societarie per tre anni. E’ la prima sanzione che l’ex presidente del Consiglio teme maggiormente perché in caso di conferma in Cassazione aprirebbe una questione politica e non solo sulla decadenza dalla carica di parlamentare. Anche se tre di quattro anni cui il Cavaliere è stato condannato sono stati indultati.

I giudici della Corte d’Appello di Milano questa mattina avevano respinto la richiesta di sospensione del processo avanzata dai legali dell’ex premier e avevano disposto “il procedersi oltre”. 

La difesa del leader del Pdl, uno degli imputati a Milano al processo in appello sul caso diritti tv, come era stato preannunciato, avevano chiesto in aula la sospensione del dibattimento, ripreso oggi, in attesa della decisione della Consulta relativa al conflitto di attribuzione sollevato nel marzo del 2010 in relazione all’ordinanza con cui il tribunale aveva negato il rinvio di un’udienza per legittimo impedimento. Il pg si era opposto, chiedendo di celebrare il processo.

I giudici della Corte d’Appello, nel respingere la richiesta avanzata dai legali del Cavaliere di fermare il processo, hanno infatti ritenuto “che non si tratta di sospensione necessaria” e che comunque “la pronuncia della Corte Costituzionale non è decisiva”. La Corte in questo modo ha così accolto la tesi del Pg, l’avvocato generale Laura Bertolè Viale, che nell’opporsi all’istanza dei difensori aveva spiegato che se la Consulta “riterrà fondato”, il conflitto annullerà solo alcune parti del processo che verranno poi sanate in sede di giudizio davanti alla Cassazione. Ora è in corso l’arringa della difesa dell’ex manager Gabriella Galetto, uno degli imputati.

A chiedere la sospensione del dibattimento e anche dei termini di prescrizione era stato l’avvocato Piero Longo, uno dei due difensori di Silvio Berlusconi. Che ieri aveva dichiarato di essere certo dell’assoluzione: “Se i giudici saranno integerrimi”. Il legale aveva spiegato che secondo notizie di agenzia, la Corte Costituzionale, che aveva trattato la questione in una udienza pubblica lo scorso 23 aprile, è in “riserva” e che “la decisione sarà depositata entro giugno”.

Pertanto il difensore aveva chiesto ancora una volta di fermare il processo già bloccato prima per via delle elezioni, poi in attesa della decisione della Cassazione sull’istanza di rimessione avanzata dal cavaliere, respinta l’altro ieri. L’avvocato Longo, nel chiedere lo stop, ha sottolineato che qualora la Consulta dovesse ritenere fondato il conflitto, “il lavoro di questa corte sarebbe inutile”.

“Con una sentenza che mi vuole condannare a 4 anni di di carcere con l’interdizione dai pubblici uffici si verifica un attacco ai miei diritti politici: dovremo dar vita prima o poi ad una inchiesta in Parlamento per verificare questa situazione e per porre fine ad un fenomeno come questo” aveva detto Berlusconi in una intervista al Tg5.