Sono passati prima da un giudizio senza assaggio: una ricetta inviata via mail e una foto dello chef con la sua opera appena impiattata. Poi, a colpi di click cinquemila utenti del web (provenienti da una cinquantina di paesi sparsi per il mondo) hanno decretato il gruppo dei cuochi casalinghi che ha avuto accesso alle “Culinarie – le Primarie del Centrotavola”. Soltanto alla fine i “cucinieri indecisi” hanno potuto dimostrare ciò di cui sono capaci davanti ai fornelli, quelli della Masseria Ospitale di Lecce, location della terza edizione del concorso “Fornelli indecisi”, del quale vi avevamo parlato qualche mese fa, invitandovi a partecipare con il vostro cavallo di battaglia. Sì, perché per concorrere in questo caso non c’è bisogno di essere cuochi affermati come quelli che vediamo sempre più spesso nel piccolo schermo.

Passione, qualche segreto rubato alla nonna, ironia e voglia di sorridere: sulla carta di identità dello chef casalingo bastano (sembra poco…) queste caratteristiche. La gara è stata dura e alla fine fra i sapori della nostra variegata tradizione l’hanno spuntata asparagi, limone, mandorle, pesce spada. Ma andiamo con ordine. La migliore storia legata al piatto (premio offerto da Lupo Editore) è “O’ pesce fiùto” di Simona Schiano. Migliore impiattamento per Ilaria Ersilia Perrucci e il suo “Polpettone al forno con le patate”, che ha risposto, convincendoli, alla legittima domanda dei giurati: “Ma come si impiatta un polpettone?”.

Fra gli antipasti ha vinto quello della leccese Rossana De Iaco, le “Frittelle di Asparagina”, nella categoria primi medaglia d’oro a “Cicerula (Il pasto del re)” di Gabriele Molendini. I più gustosi secondi fatti in casa vengono dalla Calabria, dove Bianca Scalfari preprara un’imbattibile “Parmigiana di pesce spada“. Dulcis in fundo, il premio per il dessert, che incorona Fabiana Salsi e Giorgio Vigna con la Tort’à Surriend, una Caprese al Limone accompagnata da un ottimo limoncello fatto in casa.

I partecipanti al pranzo hanno pagato 5 euro per degustare i vari assaggi: gli incassi saranno devoluti ad Oporto, progetto di agricoltura sociale nato dalla Comunità Riabilitativa Assistenziale Psichiatrica “Villa Libertini” di Lecce, che ha trasformato un’area di terreno abbandonato, nei pressi della struttura, in un campo in cui gli assistiti coltivano in autonomia gli ortaggi che poi vengono consumati all’interno della comunità stessa.

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