È morto Giulio Andreotti,  giudici d’appello e di Cassazione hanno decretato che ebbe rapporti organici con Cosa nostra almeno fino al 1980. Quello ad Andreotti è stato sicuramente il processo più dirompente della storia recente italiana, seguito, in primo grado, a livello internazionale.

Licio Gelli revitalizzato scrive: ”L’unico al mondo che ha diritto di chiamarsi uomo e statista. Sono pochi gli italiani che lo ricordano”. E’ categorico il giudizio che Licio Gelli, ex Venerabile della P2, dà di Giulio Andreotti: ” ho un ricordo magnifico. Un uomo di quella statura lì non nasce più, oggi sono tutti mezze calzette”.

Bruno Vespa con i suoi ospiti assiste estasiato alla beatificazione da parte di Tarcisio Bertone, uomo dell’oscuro Ior, del Divo Giulio.

E l’Italia si assolve. Si assolve per aver mangiato per anni con la politica clientelare, si assolve per il silenzio sulle collusioni Stato-mafia, si assolve per non aver partecipato, per aver approfittato di raccomandazioni, nepotismi. L’Italia tutta, in un rito collettivo di catarsi purificatrice si assolve per aver votato scaltri e cinici politici che hanno accumulato il debito pubblico per cui oggi si soffre.

L’Italia assolvendo uno dei suoi padri fondatori, assolve se stessa da tutte le connivenze, da tutti i silenzi, di aver approfittato di un benessere gonfiato. Nei meandri dell’inconscio italico, una voce urla da immagini sbiadite:  “Tornando poi a Lei, on. Andreotti, per nostra disgrazia e per disgrazia del Paese (che non tarderà ad accorgersene) a capo del governo, non è mia intenzione rievocare la grigia carriera. Non è questa una colpa. Si può essere grigi, ma onesti; grigi, ma buoni; grigi, ma pieni di fervore. Ebbene, on. Andreotti, è proprio questo che Le manca. Lei ha potuto disinvoltamente navigare tra Zaccagnini e Fanfani, imitando un De Gasperi inimitabile che è a milioni di anni luce lontano da Lei. Ma Le manca proprio il fervore umano. Le manca quell’insieme di bontà, saggezza, flessibilità, limpidità che fanno, senza riserve, i pochi democratici cristiani che ci sono al mondo. Lei non è di questi. Durerà un pò più, un pò meno, ma passerà senza lasciare traccia.” Aldo Moro.