Profondo rosso per la Fondazione Monte dei Paschi di Siena. L’ente che controlla la banca senese ha chiuso il 2012 con un disavanzo notevole, benché in riduzione rispetto al 2011: 193,7 milioni di euro, contro i 331,7 milioni dell’anno prima. “Il difficile contesto economico-finanziario internazionale e italiano, la particolare situazione della Banca Mps e la volontà di procedere in futuro alla completa eliminazione del debito finanziario residuo” di 350 milioni (originariamente contratto per 600 milioni, per far fronte all’aumento di capitale del 2011 di Mps e, quindi, per non perdere il controllo dell’istituto), hanno portato “a un’impostazione prudenziale delle linee guida elaborate per la redazione del bilancio”, recita la nota che ha diffuso i conti.

L’ente bancario ha effettuato una nuova svalutazione di 460 milioni della partecipazione (33,5%) in Mps. “Pur ritenendo che le attuali quotazioni sottostimino, in un’ottica di medio-lungo termine, il valore del titolo”, si legge, “il valore del compendio ammonta ora a 952 milioni con una riduzione di 460 milioni sul 2011. La riduzione di valore è stata portata a deduzione del patrimonio netto, che si è così ridotto a 673 milioni.

E così sono state ulteriormente ridotte le erogazioni assegnate dalla Fondazione come previsto dal suo scopo d’esistere. Nel 2012 sono ammontate a circa 15 milioni di euro e sono state erogate quasi totalmente grazie al Fondo di stabilizzazione, “con una forte contrazione. Nel 2011, compresi i progetti propri, le erogazioni erano state di circa 22 milioni. Si tratta, spiega la nota, di assegnazioni limitate agli impegni pluriennali assunti nei precedenti esercizi in favore del Comune e della Provincia di Siena. Per quanto riguarda i progetti propri è stato deciso un notevole contenimento dei contributi, limitandoli alle sole esigenze di continuità aziendale per un totale di circa 12,5 milioni, utilizzando in gran parte stanziamenti effettuati negli anni precedenti: solo 3,7 milioni sono stati prelevati dal Fondo stabilizzazione erogazioni che ora ha una dotazione di 103,4 milioni.

L’ente presieduto da Gabriello Mancini ricorda come a partire dal 2012 la Fondazione ha inteso costruire un modello organizzativo “snello e funzionale alle nuove esigenze operative dell’attività istituzionale, prime fra tutte la forte riduzione dei costi e il rafforzamento della pianificazione e controllo dei progetti propri (finalizzati all’obiettivo dell’autosostenibilità degli stessi) e il reperimento di risorse finanziarie presso terzi (fund raising) per la valorizzazione del territorio di riferimento attraverso un’azione sinergica e coordinata con gli stakeholder e le altre principali istituzioni”. In tal senso, a fronte della “forte contrazione delle risorse”, è stato “notevolmente potenziato il supporto al territorio mettendo a disposizione professionalità ed esperienze della struttura organizzativa della Fondazione (realizzatasi anche attraverso distacchi del personale presso società strumentali, altri enti e fondazioni)”, come forma di erogazioni “non monetarie” nei confronti della comunità di riferimento.

Intanto sul fronte giudiziario, il Tribunale di Siena ha chiesto dei rinforzi in organico per affrontare i procedimenti rilevativi all’indagine su Mps. Il presidente del Tribunale, Stefano Benini, ha scritto una lettera al Csm chiedendo due magistrati e la copertura dell’organico che vede attualmente una scoperturà del 25% rispetto ai 12 posti previsti. Tra l’altro il gip Ugo Bellini ha chiesto di essere sollevato dall’incarico di esaminare i provvedimenti relativi ai fascicoli sul Mps.

Benini sottolinea “la situazione di emergenza assoluta – scrive nella lettera- in cui viene improvvisamente a trovarsi questo Tribunale, a seguito delle note vicende che interessano uno dei maggiori istituti di credito del Paese, e che determinano consistenti ripercussioni sul funzionamento dell’ufficio, in termini di aggravio quantitativo del lavoro e anche di impegno qualitativo”, con “anche difficoltà connesse alla formazione dei collegi giudicanti nelle fasi dibattimentali”.  “L’aggravio di lavoro per il Bellini – scrive ancora il presidente del Tribunale di Siena – è ai limiti della sostenibilità e non c’è giorno in cui il collega non chieda di essere sollevato da quella funzione . La demotivazione e il timore di non essere all’altezza del compito, quantitativamente e qualitativamente, sono evidenti”.

Proprio oggi i pm senesi titolari dell’inchiesta sul Monte dei Paschi hanno depositato al Tribunale del Riesame il ricorso contro la decisione di Bellini, che ha respinto il decreto di sequestro disposto dalla Procura senese nei confronti di banca Nomura (per 1,8 miliardi di euro) e nei confronti degli ex vertici di Mps , Giuseppe Mussari, Antonio Vigni e Gianluca Baldassarri (per complessi 14,4 milioni). Il ricorso dovrebbe essere preso in esame entro il mese di maggio. Successivamente, però, potrebbe esserci un ulteriore passaggio in Cassazione nel caso di ricorso alla decisione dello stesso Tribunale del Riesame che potrebbe essere presentato da una delle parti, e tutta la vicenda potrebbe slittare fino a settembre.

Dalla lettera di Benini al Csm, poi, si deduce che la Procura sarebbe orientata a fare una richiesta di giudizio immediato per Gianluca Baldassarri, l’ex capo dell’area finanza di Mps in carcere dal 16 febbraio scorso.”Si apprende altresì che riguardo ad un indagato in stato di custodia cautelare – scrive Benini – verrà richiesto nei prossimi giorni giudizio immediato. Con urgenza di predisporre un collegio in grado di funzionare in un tempo che prevedibilmente può collocarsi già ai primi del prossimo mese di giugno, ma che non potrà concludersi entro la metà di settembre”.