Da bambino inizia la mia venerazione nei confronti di una personalità e di un’icona come Andreotti“. Sono le parole che l’attuale premier, Enrico Letta, pronunciò nel dicembre 2005, in occasione della presentazione del libro di Giulia Bongiorno “Nient’altro che la verità. Come il processo ha cambiato la mia vita”. Letta rievocò la sua infanzia trascorsa a casa di suo zio, Gianni, e rivelò: “Andreotti era la presenza fissa e mitica nella casa di mio zio, ovvero la casa in cui io passavo tutti i capodanno e tutte le feste.”. E aggiunge: “Era una presenza talmente importante e venerata che per me Andreotti neppure andava chiamato “presidente” o “senatore”, ma era “la presenza””. Entusiastico anche il giudizio sul libro della Bongiorno: “E’ un libro importantissimo, un libro dovere che lascerà una traccia nella storia italiana perchè racconta come un uomo di Stato affronta la giustizia anche se questa giustizia è ingiusta nei suoi confronti. In questo Andreotti diventa un modello di come un uomo di Stato affronta il tema della giustizia e il tema dell’ingiustizia”. E ancora: “Per me Andreotti è un modello ancora di più in questi ultimi dieci anni rispetto a prima. Questo è un libro-dovere, un libro che deve essere letto perchè è la storia del rapporto tra un uomo di Stato e l’ingiustizia del sistema nei suoi confronti. Rapporto che poi va a buon fine, e stiamo tutti qui anche per festeggiare questo, anche grazie all’uomo di Stato Andreotti”