Chissà se si tratta di qualche ‘sassolino’ da togliersi prima di non ricandidarsi a sindaco nel 2014, come dice chi lo vede già proiettato verso un incarico nel Pd nazionale (targato Matteo Renzi). Di sicuro, nessun amministratore Pd finora in Emilia-Romagna si era spinto a tanto.

È il sempre Roberto Balzani, da Forlì, ad annunciare una svolta nei rapporti con la discussa Hera. Questa volta non si tratta dei compensi d’oro dei manager (c’è già un ordine del giorno dei sindaci che chiede di abbassarli) ma di un servizio cruciale: la spazzatura.

Il diretto interessato la intitola su Facebook “la prossima tappa” e spiega: “La prossima tappa è quella di ridare ai Comuni del circondario il servizio di raccolta dei rifiuti e di spazzamento, togliendolo a Hera. Andremo nei Consigli comunali in maggio per partire con questa rivoluzione, che mira a contenere le tariffe e a costruire un sistema di riciclo post-incenerimento. Avremo contro tutti i poteri forti possibili e immaginabili, anche quelli che si dicono ‘di sinistra’. Così li misureremo. Ma ci rivolgiamo ai cittadini contribuenti. Siete voi la nostra forza. Aiutateci!”.

Insomma, Hera avrebbe fatto il suo tempo. L’idea ora è quella di costituire una società pubblica che poi appalti i servizi di raccolta e trasporto ai fornitori, proprio come a Forlì avviene già per le strade e il verde. Dunque, dopo mesi passati a promuovere l’ormai celebre “società post-incenerimento” pur senza affondare mai il colpo, ora il primo cittadino romagnolo promette battaglia. C’è già il progetto, c’è già l’obiettivo e c’è già la parola magica “rivoluzione”.

In attesa di capire quanti e quali colleghi di Balzani in Emilia-Romagna seguiranno il modello Forlì, non bisogna dimenticare che in realtà il post-incenerimento balzaniano (in città sono due i ‘forni’, quello gestito da Hera e quello del privato Mengozzi) sta avanzando da anni, come dimostra lo sviluppo della raccolta porta a porta dei rifiuti ormai estesa a una discreta parte del territorio comunale. Il problema è che le tariffe salgono e che la convenzione tra Comune (non solo a Forlì) e gestore (Hera) è scaduta il 31 dicembre del 2011: da allora si procede con una proroga solo de facto in attesa che l’ente regionale Atersir, competente nei contratti, aggiorni gli accordi. A Forlì Balzani vuole un piano di raccolta domiciliare per i prossimi 15 anni in tutto il comprensorio, una gara che vale ben un miliardo di euro (60 milioni all’anno per 15 anni). Chi se ne occuperà in futuro? A quanto pare, non Hera.

Nel momento in cui il post “la prossima tappa” ha raggiunto i 150 “mi piace”, il sindaco tra i commenti chiarisce che in prospettiva i cittadini non dovranno certo pagare due bollette a due utenti diversi (“A Hera non più”, taglia corto Balzani). Dà manforte il fidato assessore all’Ambiente, Alberto Bellini, spiegando che “la gestione dei servizi in un settore regolato non giustifica l’intervento del privato, le cui efficienze e capacità di investimento non producono effetti perché comunque la tariffa è ‘standard’ e tutti i costi vengono riconosciuti”.

Se la gestione pubblica della raccolta dei rifiuti consentirà di programmare percorsi con minori ritorni economici- ma, almeno secondo il Balzani-pensiero, con notevoli vantaggi in termini ambientali e di servizio- Bellini rimarca che la gestione pubblica può orientarsi su “scelte che privilegino la riduzione dell’impatto ambientale, rispetto all’utile economico: concordo sul fatto che non si deve frammentare la gestione, ma serve un adeguata economia di scala”.

Proprio in queste ore, intanto, Hera informa che per la prima volta arriva al 50% la raccolta differenziata nei 30 Comuni della provincia di Forlì-Cesena serviti, in leggero aumento rispetto al 2011. Nel 2011 la somma tra rifiuti urbani indifferenziati e rifiuti urbani differenziati raccolti dai servizi di Hera aveva quasi sfiorato le 307 mila tonnellate, mentre nel 2012 ci si è fermati a poco sopra 295 mila circa, meno 3,7%. Un dato superiore a quello osservato sull’intero territorio servito dall’utility bolognese, che ha registrato complessivamente un meno 3% nella quantità complessiva dell’immondizia raccolta. Evidentemente, a Balzani non basta.