Silvio Berlusconi, autentico Fregoli della politica e dei media, ha scelto, questa volta, di travestirsi da padre della patria e da Aristotele.

Sì, proprio da Aristotele, uno dei fondatori della ricerca filosofica, e, tra le tante altre cose, teorico del sillogismo, ragionamento dimostrativo che si fonda sulla concatenazione di ipotesi che portano allo scioglimento finale, alla soluzione.

Il sillogismo del cavaliere, più o meno, suona così:

Durante le elezioni ho chiesto i voti per abrogare l’Imu.

Milioni di italiane e di italiani mi hanno votato per questo.

Se il governo non lo farà, lo farò cadere.

Sarà pure un sillogismo casereccio, ma suona tanto ricattatorio, quanto comprensibile.

Ci sarebbe piaciuto, ma non é accaduto e non accadrà , che un qualsiasi esponente del Pd gli avesse contrapposto un sillogismo altrettanto maccheronico, ma ugualmente intellegibile, del tipo :

Abbiamo chiesto un voto per risolvere subito il conflitto di interessi,

Per questo milioni di italiane di italiani ci hanno votato.

Se non si farà la legge, questo governo cadrà.

Nessuno gli risponderà perché questo governo, tra l’altro, si fonda sul congelamento del conflitto di interessi e sullo scongelamento etico e politico del cavaliere.

Sarà lui a decidere quando staccare la spina e correre al voto disponendo saldamente del controllo del polo Raiset.

Chi oggi nel centrosinistra crede ancora di essere furbo, anzi il più furbo, presto scoprirà che gli hanno già segato persino il ramo dove si illude di essere seduto.