A un anno dall’occupazione della Torre Galfa, il collettivo Macao torna a colpire ancora. L’obiettivo degli attivisti, stavolta, lo storico cinema Manzoni, nel cuore di Milano. Una “festa di compleanno”, è stata definita, celebrata con una nuova occupazione, quella dell'”ormai fu” sala cinematografica. Per spegnere la prima candelina, circa 150 giovani del collettivo dei lavoratori dell’arte si sono dati appuntamento davanti a Palazzo Marino per poi sfilare per le vie del centro, direzione via Manzoni 42. Lo scopo dei giovani, al grido di “Ei fu siccome immobile“, in ricordo dei primi versi della celebre poesia di Alessandro Manzoni dedicata a Napoleone e intitolata “5 maggio”, è dare “nuova vita” agli spazi del cinema ormai inutilizzato da tempo.

L’edificio era stato chiuso nel 2006 e da allora era rimasto vuoto, prima di essere venduto. Per il locale era prevista una metamorfosi, l’ipotesi era quella di trasformare gli spazi, di proprietà della Prelios-Pirelli  in un megastore o un centro commerciale. Primo appuntamento dei nuovi inquilini sarà un incontro sulla “storia” dell’edificio, ora “liberato” e poi un concerto

“Festeggiamo con una nuova azione per sensibilizzare la città all’utilizzo del patrimonio culturale“, ha spiegato Emanuele, uno dei rappresentanti del collettivo. “Siamo appena entrati, lo abbiamo liberato per una giornata”, testimonia un altro dei partecipanti. L’occupazione dello scorso anno del grattacielo di via Galvani aveva decretato la nascita di Macao, centro culturale balzato alla notorietà per essersi posto come obiettivo la riappropriazione ‘creativa’ degli spazi abbandonati nel capoluogo lombardo.

Garantire che all’interno del progetto di ristrutturazione, proposto dalla proprietà per l’ex cinema Manzoni, vengano dedicati spazi per la cultura. E’ questa la risposta che arriva, con un comunicato, dal Comune di Milano agli occupanti. La presenza di spazi culturali “è quanto Palazzo Marino, nel rispetto dei ruoli e nell’ottica di superare l’attuale stato di abbandono dell’immobile, sta negoziando, dal momento che questa struttura, chiusa da molto tempo, è da sempre privata“, si legge.  “Questa Amministrazione, inoltre, nell’ambito delle proprie competenze, ha avviato, con Temporiuso, un percorso con l’obiettivo restituire alla cultura spazi abbandonati affidandoli ad associazioni presenti sul territorio, attraverso bandi trasparenti cui si può partecipare, in un rapporto di dialogo costruttivo, dando vita a progetti e esperienze culturali e sociali importanti per la città”, hanno detto la vicesindaco Lucia De Cesaris e l’assessore alla Cultura, Filippo Del Corno. “Milano peraltro – continuano gli assessori – ha già da tempo lanciato l’appello affinché Stato e Regione approvino norme che introducano modalità più semplici, rapide e snelle, per l’assegnazione di spazi e immobili in disuso e abbandonati, anche di proprietà privata”.