Dunque Enrico Letta ha reso noto di non voler assegnare le deleghe a pari opportunità, sport, politiche giovanili a Micaela Biancofiore. Le motivazioni sono note. La Biancofiore avrebbe fatto affermazioni poco sobrie, in particolare all’indirizzo del mondo delle associazioni gay. Ree, secondo l’onorevole pidiellino, di “autoghettizzarsi” e “sprecare parole per offendere chi non conoscono”.

È immaginabile come la decisione di Letta sia stata salutata da tanti con favore. Se non addirittura con manifestazioni di gioia liberatrice.

L’unica buona notizia per il Paese, che non arriverà certo con questo esecutivo di matrice inciucista, sarebbe in realtà quella che annuncia la definitiva estromissione della Biancofiore dal governo. Mica per le sue discutibili affermazioni sui gay. Ma per il suo essere palesemente decontestualizzata dalla storia del nostro paese. Chi è fuori dalla storia, come la Biancofiore, come può rappresentare degnamente l’Italia ai massimi livelli istituzionali? Perché un conto è ignorarla, la storia. Un altro conto è, invece, inciamparci goffamente e gravemente. Come ha fatto, appunto la Biancofiore, lo scorso febbraio.

Folgorata da quest’uomo affascinante, l’unico in grado di cambiare le sorti dell’Italia”, la bionda deputata di solidissima fede berluschina, come è noto, ha fornito una sua raccapricciante “interpretazione autentica” della sgradevole battuta che aveva pronunciato qualche giorno prima il suo capo. Secondo cui “Mussolini, per tanti altri versi […] ha fatto bene”.

La Biancofiore, intervistata dalla rete nazionale austriaca Orf, ha fatto capire come dal suo astorico punto di vista il Duce fu, in particolare nei confronti delle popolazioni altoatesine, un vero benefattore. Di più, un uomo animato da grande umanità. Perché, a detta della Biancofiore, pose fine all’incresciosa situazione delle fogne a cielo aperto in Alto Adige. Che tanto nocumento alla salute dei bimbi avevano provocato prima che arrivasse il fascismo. “I bagni – ha dichiarato la Biancofiore – prima dell’arrivo di Mussolini, erano fuori dai masi e i bambini morivano di broncopolmonite, perché per andare fuori evidentemente prendevano freddo, il nostro freddo glaciale”.

Al di là dell’obiettivo di difendere d’ufficio il Cav. , il senso del suo “illuminante” passaggio, pronunciato a Bolzano, di fronte ad una rete austriaca, dovrebbe essere stato più o meno questo: i cittadini di lingua tedesca la smettano di lamentarsi per le angherie subite durante il fascismo. Che sono nulla in confronto all’interramento delle fogne, utili a salvare la vita a tanti bimbi sudtirolesi!

Ora, solo Letta potrà sapere come un personaggio di questo genere possa stare al governo del Paese. Per giunta, ora, con deleghe ancora più delicate di quelle delle pari opportunità.