I fatti di questi giorni sanciscono la nascita di un nuovo ed inedito bipolarismo che vede due poli contrapposti: cittadini e casta. Anzi, ad essere più netti potremmo dire casta ed anticasta.

La nascita di questo governo con la situazione inedita di una sparatoria sulla Piazza di Palazzo Chigi, rappresenta il termometro rovente dello stato del Paese. Ma questo bipolarismo nuovo, ormai da anni mostra tutta la sua evidenza, nei sondaggi, negli indici di gradimento, nel pianeta “percezione dell’opinione pubblica”, negli esiti elettorali. Vi è un polo rappresentato da M5S, al quale si aggiungono coloro che non votano e che aumentano di elezione in elezione, i delusi dai partiti, i piccoli imprenditori vessati da tasse ed equitalia, i sempre più poveri ed i nuovi poveri, i giovani senza futuro precari ed incazzati. Diciamo pure, così a naso, un paio di decine di milioni di italiani. L’altro polo è rappresentato dai partiti, e da tutti coloro che gravitano attorno al mondo della politica in tutti i vari rivoli, escludendo le ali estreme che di fatto si collocano nel primo polo. Anche qui siamo di fronte a circa un paio di decine di milioni di italiani. Se il precedente era un bipolarismo imperfetto all’italiana, questo che si va consolidando è un bipolarismo che ci rende più simili che mai ad un paese latino- americano del secolo scorso. Le pistolettate fuori del Parlamento, ci proiettano in un clima pesante, e sono un segnale devastante verso tutti e due i poli. Impongono ad uno di abbassare i toni ed all’altro di comprendere che non vi sono percezioni popolari in grado di distinguere tra i partiti quelli buoni dai cattivi. Del resto la stessa logica del governo Pd – Pdl velocizza la percezione del “sono tutti uguali” . E la terra di mezzo tra i poli resta davvero una terra incognita.

La logica del “Kamikaze” prende piede in un paese stremato ed irrisolto. Ma gli stessi suicidi stigmatizzati potentemente dai media e dai poli, altro non sono che la rappresentazione di questa nuova reazione alla crisi. Il problema è che non si è cercata una convergenza tra i due poli ed ormai l’identificazione e separazione netta degli stessi in “cittadini” e “politici” appare ossificata. La frase del “folle pistolero” di Palazzo Chigi è emblematica: “volevo colpire i politici”; come se ciò fosse normale, ma addirittura auspicabile, in ogni caso giustificatorio di fronte ad un dramma personale. Bastava in queste settimane ascoltare “la zanzara”, per accorgersi del clima rovente tra gli ascoltatori. Il punto è che di fronte a questa situazione, la classe politica si è trincerata mostrando di sé uno spettacolo triste e di arroccamento, mentre i cittadini, con i grilli che anche semanticamente hanno scelto di dare voce a questo polo, tra indifferenza, indignazione e rabbia hanno dimostrato di voler intraprendere percorsi di cambiamento e di novità.

Il neo polo ha reagito decretando l’aumento delle scorte, dimostrando l’immaturità di chi non ha compreso che di fronte ai kamikaze, alla disperazione, alla follia dei suicidi l’unica prevenzione possibile è risolvere concretamente i problemi degli italiani. In questi anni non ci sono mai riusciti poiché si trovavano su sponde diverse ed antitetiche. Oggi ci promettono che insieme, sulla stessa sponda ci riusciranno. Non ci resta che sperarlo. Purtroppo così ammettono la teoria del “siete tutti uguali” ufficializzando il nuovo bipolarismo che appare una danza macabra, con passi che lasciano i soggetti sul proprio posto; non è proprio quello che ci voleva per l’Italia. Per fortuna Grillo e i suoi incanalano il polo negli alvei istituzionali, civici e civili; senza di lui regnerebbe il caos già da parecchio.