L’immagine del nuovo modello della macchina, poi l’inquadratura stringe sul lungo tubo che arriva fino all’interno del veicolo. Al posto di guida un uomo che, disperato, attende la morte. Il tentativo di suicidio però non va a buon fine. “Colpa” della vettura, il cui scarico non emette sostanze nocive, ma solo vapore acqueo. E scoppia la polemica. La Hyundai è stata costretta a bloccare lo spot televisivo del modello crossover iX35 alimentata a idrogeno, dopo le numerose proteste sollevate dal filmato distribuito su You Tube. Il messaggio è esplicativo: “The new iX35 with 100% water emissions“.

Ciò che si teme è anche la falsità della comunicazione. Lo stesso gesto compiuto con un ix35 di attuale produzione, infatti, con motore diesel e benzina risulta letale. Lo spot sotto accusa, realizzato dall’agenzia Innocean Europe per conto di Hyundai Uk, ha suscitato immediate reazioni da parte di associazioni e privati per la strumentalizzazione di un tema molto delicato.

Il sito Jalopnik.com ha definito la pubblicità, che “sembra una réclame per un gruppo di sostegno contro il suicidio”, “il peggiore spot nella storia dell’auto”. E la pagina web infierisce sulla casa di produzione coreana: “I suicidi e i tentativi di togliersi la vita non sono mai divertenti. Qualcuno lo dica alla Hyundai“. La multinazionale è corsa subito ai ripari, scusandosi e ritirando il filmato. “Possiamo capire che qualcuno possa essersi sentito offeso dal video della iX35. Ci dispiace molto. Abbiamo provveduto a rimuoverlo e ribadiamo di non avere l’intenzione di usarlo come pubblicità o nelle nostre campagne di marketing”. Poi la conferma. “Questo spot va nella direzione opposta dei valori morali come azienda e come membri della comunità”. Anche la Hyundai America ha preso le distanze dallo spot contestata: “Siamo scioccati e rattristati dall’inappropriato video europeo che coinvolge una Hyundai. Il tema del suicidio va analizzato in profondità, non così”.

La pubblicità incriminata arriva pochi giorni dopo un altro “caso” molto criticato. Quello in cui la JWT India, agenzia Ford del Gruppo WPP, aveva diffuso disegni per propagandare il modello Figo con personaggi in pose sconvenienti, compreso Silvio Berlusconi, rappresentato alla guida della macchina con tre donne in abiti succinti costrette nel bagagliaio.