Gli analisti di Citigroup citano il Gattopardo per commentare la rielezione di Giorgio Napolitano: “La frase celebre del principe di Salina, ‘tutto cambia affinché nulla cambi’, rischia di tornare attuale dopo 200 anni”. I mercati finanziari e la maggiorparte dei quotidiani italiani hanno accolto a braccia aperte la notizia, spiega un report pubblicato dall’istituto di credito, “ma si tratta di una soluzione temporanea che non risolverà i problemi del Paese, riducendo il rischio politico soltanto nel breve termine”.

L’entusiasmo iniziale, secondo la banca americana, non potrà durare a lungo, perché l’Italia “resta in una situazione di stallo pericoloso con pochi uomini politicamente forti dietro Napolitano”. Gli analisti spiegano che la rielezione è stata una sorpresa e che il capo dello Stato è ora in una posizione “più forte” rispetto ai partiti, che “gli hanno chiesto di restare minacciando elezioni anticipate che rischiavano di portare il movimento di Grillo a una vittoria schiacciante“. Napolitano sarà quindi “sempre di più il custode di un Paese in cui, dopo decenni di vita stravagante, non ci sono più partiti tradizionali”.

Il dossier pubblicato da Citigroup – che prevede un “governo del presidente” – analizza poi la situazione dei singoli partiti, spiegando che il Partito democratico “è quasi imploso, come ampliamente previsto, trovandosi senza un leader e frammentato dalle correnti interne”, mentre il Popolo della libertà resta un “Berlusconi one man show”, Monti “rischia di rivelarsi una meteora” e il movimento di Grillo “non è ancora strutturato”.

L’attenzione delle banche straniere per la situazione politica italiana non è una novità. E così, mentre Citigroup mette gli investitori in guardia sul Napolitano bis, Credit Suisse ribadisce di essere favorevole a un esecutivo Pd-Pdl. “La rielezione di Napolitano dovrebbe aprire le porte alla formazione di una grande coalizione per il governo nei prossimi giorni”, avverte la banca svizzera, che nelle ultime settimane aveva spinto per un’intesa tra i due principali partiti per la scelta del presidente della Repubblica.

L’istituo precisa però che “scenari alternativi come un ritorno al voto quest’estate non sono ancora da escludere” e in questo caso il Pdl “potrebbe cavalcare la debolezza del Pd“. Gli analisti di Credit Suisse avevano spinto prima delle elezioni politiche di febbraio per una vittoria del centrosinistra, ritenuto “il quadro più rassicurante”, perché la vittoria di Berlusconi era considerato “lo scenario peggiore per i mercati”.