Nell’era della comunicazione virtuale, delle esperienze sessuali 2.0, il sexting appare improvvisamente come l’espressione di un’interazione tanto ludica quanto pericolosa. Nasce recentemente in America spopolando tra gli adolescenti, che ignari dei forti segnali promossi dalle new technology, si ritrovano coinvolti in contesti e situazioni erotico-sessuali spesso più grandi di loro.

Tecnicamente la parola “Sexting” è la comunione dei termini “sex” (sesso) e “texting” (invio di messaggi virtuali). Più precisamente, il fenomeno in crescita anche in Italia viene rappresentato dallo scambio virtuale di una messaggistica all’insegna della comunicazione erotico-sessuale, accompagnata dall’invio di immagini di nudo esplicito, spesso hard.

Come fenomeno di massa, pur nascendo tra gli adolescenti mossi a sperimentare una conoscenza della sessualità, difficilmente educata in modo chiaro dagli adulti di riferimento (genitori, scuola, istituzioni), prende forza tra gli stessi care giver che, nella pausa pranzo, o durante noiosi momenti della quotidianità domestica e professionale, si trovano ad utilizzare le oramai conosciute app (WhatsApp. Msn Hotmail, Kik Messenger, Istagram etc.) per divertirsi, provocare, eccitare ed eccitarsi senza preoccuparsi di eventuali conseguenze.

Chiaramente, l’utilizzo delle nuove tecnologie rappresenta per tutti una risorsa, che non solo può accrescere il sapere e la cultura, ma consente di apprendere costantemente dall’esperienza.

L’idea di stimolare l’immaginazione entrando in un continuo processo mentale di curiosità e piacere è solamente una delle tante esperienze vissute da chi si appresta a mettere in atto il contatto virtuale: l’esperienza di una ‘comunicazione’ immaginativa. Se tutto questo viene sperimentato aggiungendo l’elemento sessualità può rappresentare una valida alternativa di tipo educativo, pur riconoscendo il bisogno di non confondere mai ciò che è reale dal virtuale!

Infatti, uno dei rischi più grandi e più diffuso soprattutto tra gli adolescenti è quello di interiorizzare una falsa immagine di sé dettata dal costante rinforzo di esperienze virtuali difficilmente confermate nella realtà. Ecco allora che il sexting può diventare diseducativo come nel caso di certi adolescenti che si pongono domande tipo: “una ragazza che ha fatto sexting, ma non ha sperimentato realmente la sessualità è ancora vergine?”, oppure può essere la rappresentazione di fenomeni come il ‘cyberbullismo’ in cui immagini di nudo o di sesso esplicito possono fare il giro del web procurando negli sventurati ‘protagonisti’ forti e costanti umiliazioni.

In una fase evolutiva critica e sensibile, le reazioni degli adolescenti potrebbero rivelarsi estreme come nel caso della giovane americana A.T. di soli 15 anni che, per una foto scattata a 12 anni, relativa ai suoi seni e inviata tramite mms, sei mesi fa si è tolta la vita.

Nel mondo adulto sono presenti altre forme di pericolo per l’utilizzo di un gioco come il “sexting”. Quando non viene sperimentato in forma ludica tra i partner il rischio più grande è quello del tradimento, quindi della perdita di fiducia, della messa in discussione e della crisi della coppia.

Appare evidente che il pericolo celato dietro esperienze definite ‘ingestibili’ e la possibilità di non comprendere ciò che viene vissuto e ciò che viene frainteso in campo educativo sono la facciata negativa della stessa medaglia: l’evoluzione. Evoluzione che da un lato permette la crescita dell’individuo e della cultura di appartenenza e dall’altro l’inconsapevole perdita di un ‘controllo’!

Il genere umano è capace di costruire importanti esperienze innovative, tanto quanto di cadere nelle trappole che si celano al suo interno. L’esempio dei comportamenti definiti di dipendenza e relativi alle nuove tecnologie (pornodipendenza, social network dipendenza, sexting etc) sono la prova inconfutabile del genio e della fragilità che contestualmente convivono all’interno della stessa persona.

Divertirsi, provare piacere, sperimentare nuove e importanti forme di tipo orgasmico utilizzando ‘giochi’ seppur virtuali come il sexting possono essere alcune delle tante (o poche) rappresentazioni di sé. L’intelligenza una perla rara!