Lo Stato, visti i danni che l’elettorato italiano causa al Paese, incentiva sempre più l’astensionismo, che è l’unica speranza di salvezza dal baratro in cui la democrazia ci sta trascinando. Così, per scoraggiare ulteriormente l’elettore italiano, si sta seriamente valutando l’ipotesi di andare a elezioni a luglio.

Votare d’estate, in Italia, è la più grande operazione di boicottaggio elettorale che sia mai stata realizzata: in quel periodo gli organi d’informazione saranno troppo occupati a parlare dell’ennesima emergenza caldo per occuparsi anche della campagna elettorale in corso.

Ma soprattutto, quale italiano rinuncerebbe ad una domenica al mare per andare a votare in seggi senza aria condizionata?

In caso di elezioni a luglio, il dato sull’astensionismo sarà più alto del tasso d’umidità; questo porterà ad un Parlamento dove la maggioranza sarà eletta da italiani all’estero, e dove il primo partito sarà il Sudtiroler Volkspartei. Da queste elezioni uscirebbe un governo scarsamente rappresentativo del Paese, quindi più presentabile e competente.

Ecco perché è meglio non aspettare settembre per andare a votare: ai primi freddi gli italiani si richiudono un’altra volta dentro le cabine elettorali a votare Berlusconi o Grillo (Bersani, quello no, non c’è più il rischio che lo voti nessuno).

Il Misfatto, 21 aprile 2013