Mi viene da appellarmi a voi, ragazze e ragazzi della base del M5S (che in questi mesi in vari luoghi d’Italia mi è capitato di conoscere), ai parlamentari eletti e ai capigruppo alle due Camere, come unici interlocutori che al momento riconosco come ragionevoli ed efficaci, il cui confronto considero come possibile.

Ragionevoli ed efficaci perché tutto si può dire ed è stato detto nella campagna denigratoria dei media nei vostri confronti in questi cinquanta giorni post-elezioni, tranne che non siate persone comuni, cittadini come tutti, e quindi da un lato svincolati da appartenenze e cariche sociali e lotte e spartizioni di potere e nomenclature di partito da prima repubblica e dall’altro svincolati da sudditanze servili nei confronti dell’altro “grande fondatore” (come il vostro), amico dei mafiosi, condannato, plurimputato e politico delle proprie aziende.

Non ho votato il vostro movimento perché vedo chiaramente che, almeno per ora, senza Grillo non esisterebbe affatto, e senza il suo quotidiano conferimento di illibatezza non si sosterrebbe, o lo farebbe in modi che appaiono ancora oscuri. Insomma, siete troppo esposti alla sua persona, questo lo sapete e in molti me lo avete anche detto come sfogo parecchie volte, da molto prima delle elezioni.

Mi appello a voi per domandarvi una sola cosa: fate pressione sul vostro vertice affinché dismetta il gioco al massacro e indossi ora lui, in prima persona, anche se temporaneamente, gli abiti del responsabile, concedendo al Pd la spalla per riprendersi e governare insieme. Per un Pd distrutto questa potrebbe essere l’ultima occasione possibile per riaversi, quindi è difficilmente rifiutabile.

E lo dico perché non vedo molte vie diverse da questa, se non vogliamo consegnarci in pasto ai due partiti che ci hanno ridotto come un paese del terzo mondo nel primo mondo: proponete un candidato premier (magari ancora Rodotà, perché no?) e i vostri punti forti per un governo di scopo. Fate un governo di alleanza con il Pd. Del resto Grillo, proponendo Rodotà, si era già aperto a questa possibilità, parlando di praterie per un governo.

È l’unico modo per non fare un balzo a ritroso nel tempo di vent’anni, ritrovarci con lo stesso Presidente di sette anni fa e magari Amato come presidente del consiglio e Alfano come vice premier.

È l’unico modo per praticare la nostra speranza, per dare ossigeno al nostro disegno di un futuro diverso. Equidistante dalle mafie e dalle cariche sociali e i giochini di potere, equidistante dalle logiche del servilismo da confraternita e da quelle dell’appartenenza all’apparato. Per cercare di avvicinarci un po’ a ciò che esiste appena varcato il confine, luoghi in cui le parole merito, sforzo, volontà, partecipazione, sudore, passione, conquista, lavoro, ambizione hanno un senso.

Fatelo per tutto il paese, provate a far ragionare il germe da cui avete tratto ispirazione e che del resto avete portato concretamente a esistere.

Prima o poi, comunque, questo passaggio per voi arriverà.

Non c’è momento migliore di questo.