“Se i politici venissero nelle piazze saprebbero che Stefano Rodotà è il Presidente che piace ai cittadini”. Ha le idee chiare la cinquantina di manifestanti che nel pomeriggio si è radunata in piazza del Nettuno a Bologna. Un presidio nato spontaneamente, da un gruppo di militanti e rappresentanti dei movimenti civici locali come Comitato articolo 33 e Acqua bene comune. Hanno cartelli scritti con l’evidenziatore, fogli incollati e qualche slogan. “Siamo arrivati di corsa subito dopo il lavoro – raccontano – abbiamo seguito le votazioni durante la giornata, non ci potevamo credere”. Rodotà il nome che continuano a ripetere, con la certezza che il Partito Democratico abbia commesso un errore.

“Popolo dell’acqua e della scuola pubblica in piazza per Rodotà Presidente”, il manifesto che stringono nelle mani. “Ci siamo autoconvocati, – racconta Francesca De Benedetti, portavoce del comitato art.33, promotore del referendum per abolire il finanziamento pubblico alle scuole private – siamo il popolo dell’acqua e della scuola pubblica e ci hanno raggiunto gli elettori di tanti partiti. E’ il segno che Rodotà sarebbe davvero il Presidente di tanti”. Il costituzionalista è molto caro al comitato di Bologna, di cui è presidente onorario e primo firmatario in Italia. “E’ l’uomo dei diritti. In questo momento di scollamento noi crediamo che lui sia la figura che ci vuole per l’Italia. Se i politici venissero nelle piazze saprebbero che Rodotà è il presidente che piace alla gente”. Un’occasione di interpretare il volere dei movimenti civici , spiega De Benedetti, che non bisogna sprecare ancora una volta: “La base dei partiti chiede a gran voce questa candidatura. Vedremo se gli eletti saranno sordi a quello che chiedono i cittadini o finalmente il tappo di sughero salterà”.

La candidatura di Stefano Rodotà è l’espressione di un popolo che anima le piazze di tutta Italia da anni. Primo garante dei beni comuni, è stato tra i promotori del referendum sull’acqua. “Voglio spiegarlo con una battuta – dice Marco Trotta, referente dei comitati acqua bene comune di Bologna e provincia – Rodotà è un bene comune di un pezzo consistente di questo paese, probabilmente il pezzo migliore”. Tra gli attivisti per l’acqua pubblica, una delle anime fondamentali è stata il Movimento 5 Stelle e non stupisce che proprio loro siano stati portatori di quella candidatura. “E’ la persona che in Italia più si batte per i diritti. Immaginarlo Presidente della Repubblica può solo far ben sperare”. Rodotà sarebbe una scelta di continuità, capace di unire la società e le istituzioni: “Il Pd soffre di una grave crisi e si ostina a pensare che i cambiamenti avvengano solo nei palazzi. Per questo vuole risolvere i problemi solo nei luoghi del potere. Rodotà invece dice che abbiamo bisogno di una democrazia continua, ovvero una democrazia che riesca a far comunicare le piazze e le istituzioni per poter lavorare insieme”.

Tra i manifestanti qualche bandiera di Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti. Nessun rappresentante del Partito Democratico, nonostante i forti pareri critici espressi in giornata e nemmeno del Movimento 5 Stelle, vicina ad entrambi i comitati. In piazza a sostenere Rodotà anche Franco Grillini, consigliere regionale ex Idv ed ex presidente nazionale Arci Gay: “Sono davvero contento che questa candidatura abbia preso il volo e voglio ancora sperare che alla fine domani pomeriggio il Presidente sia una persona del calibro di Stefano. Io sette anni fa ho avuto l’onore di votare per lui in Parlamento quando alla fine si scelse Napolitano”. Massimo esperto dei diritti civili e della persona, segnerebbe una grande svolta in Italia: “Sarebbe un sogno. Vorrebbe dire che l’Italia non è un paese conservatore e clericale. Sarebbe la prova che il voto ha prodotto una rivoluzione”.