“Le incertezze politiche in Italia sono uno dei rischi di breve termine sulla ripresa globale“. E’ l’ultimo avvertimento del Fondo monetario internazionale, che ha sottolineato come i rischi siano “legati soprattutto agli sviluppi nell’area euro, incluse le incertezze per le ricadute dagli eventi a Cipro e la politica in Italia”.

L’organizzazione di Washington ha poi spiegato che “l’economia italiana continuerà a contrarsi anche nel 2013: dopo il -2,4 per cento del 2012, il Pil calerà quest’anno dell’1,5 per cento, per poi tornare a crescere nel 2014 quando registrerà uno +0,5 per cento. Il tasso di disoccupazione salirà invece al 12 per cento nel 2013, dal 10,6 per cento del 2012 e al 12,4 per cento nel 2014.

Fra i big europei solo la Spagna nel 2013 fa peggio dell’Italia, con un Pil che si contrarrà dell’1,6 per cento per poi crescere dello 0,7 per cento nel 2014. Il tasso di disoccupazione spagnolo si attesterà quest’anno al 27 per cento, per poi calare lievemente nel 2014 al 26,5 per cento. Negativo quest’anno anche il Pil delle Francia, che scenderà dello 0,1 per cento, con una disoccupazione all’11,2 per cento. Nel 2014, invece, l’economia francese crescerà dello 0,9 per cento con una disoccupazione all’11,6 per cento. Tiene la Germania, dove il Pil crescerà quest’anno dello 0,6 per cento e accelererà nel 2014 al +1,5 per cento, con un tasso di disoccupazione rispettivamente al 5,7 e 5,6 per cento.

Tornando all’Italia, “il ritmo del risanamento rallenterà all’1 per cento del Pil, un po’ meno di quanto inizialmente previsto, ma abbastanza per un pareggio di bilancio in termini strutturali”, ha aggiunto il Fondo, prevedendo un debito al 130,6 per cento nel 2013 e al 130,8 per cento nel 2014. Nel nostro Paese gli scenari suggeriscono quindi che “non sono richiesti ulteriori aggiustamenti, al limite piccole correzioni”.

L’Fmi ha precisato infine che l’Italia “è sulla strada giusta“, perché entro la fine del 2013 “gran parte degli aggiustamenti fiscali saranno stati effettuati, così come le prospettive di crescita per il 2014”. E ha concluso lanciando un avvertimento alle banche, segnalando che i tassi sui prestiti sono ancora “troppo alti per assicurare la ripresa” e riprendendo così l’avviso lasciato ieri da Mario Draghi, numero uno della Bce.

Non si è fatta attendere la risposta del ministro dell’Economia Vittorio Grilli. “Non serve una nuova manovra. Se ci sono necessità di spesa per singoli obiettivi bisognerà  trovare le coperture”, ha chiarito a margine dell’audizione alla Camera, spiegando che “quello che potevamo fare lo abbiamo fatto”.

Il pareggio di bilancio ”possiamo considerarlo raggiunto anche con il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione, che sono una tantum”. Il margine concesso dall’Unione europea “se è usato per spesa corrente nuova non è più considerato un’attenuante per il pareggio”, ha concluso, sostenendo che “i futuri governi potranno riaprire” la trattativa con Bruxelles.