“Operazione verità” al via per il Governo francese: i patrimoni di tutti i ministri sono andati online, a disposizione di ogni cittadino. La mossa, contestata da alcuni rappresentanti della maggioranza al potere (“si tratta solo di voyeurismo”, ha detto Claude Bartolone, socialista, presidente dell’Assemblea nazionale) e anche da diversi esponenti dell’opposizione, rappresenta il tentativo di François Hollande di recuperare consensi e credibilità, dopo che il suo ministro del Bilancio Jérome Cahuzac è stato colto con le mani nel sacco, con un conto bancario in Svizzera. E accuse di evasione fiscale. 

Da un primo esame dei conti di tutti i membri dell’Esecutivo (disponibili su www.declarations-patrimoine.gouvernement.fr), che riportano proprietà immobiliari, investimenti finanziari e conti correnti, oltre ai mutui e prestiti di vario tipo da rimborsare, l’impressione è che si tratti di patrimoni in generale abbastanza ridotti e “da ceto medio”, sicuramente inferiori a quanto si immaginava. E a quanto sarebbe venuto fuori, se il precedente presidente, Nicolas Sarkozy, avesse fatto lo stesso con i suoi governi, composti da tanti rappresentanti dell’alta borghesia del paese.

Una delle eccezioni è rapresentata da Laurent Fabius, il più ricco dell’esecutivo. Ed era prevedibile, visto che ha 66 anni e ha avuto più tempo di altri per accumulare ricchezze. E visto soprattutto che proviene da una dinastia di antiquari parigini. Fabius è nell’immaginario del francese medio uno degli esponenti della cosiddetta “gauche caviar”: la “sinistra caviale”, dalle idee progressiste e il portafogli ben provvisto. Ebbene, il ministro degli Esteri dispone di un patrimonio (al netto dei debiti ) di oltre sei milioni di euro. Possiede un appartamento a Parigi (da solo vale 2,75 milioni di euro), due altre residenze in luoghi assai esclusivi e una partecipazione in una casa d’aste. Lo segue a ruota Michèle Delaunay, sottosegretario per la Terza età, che è una oncologa di fama e che possiede un patrimonio di 5,4 milioni. La Delaunay aveva già reso noti i dettagli che la riguardavano il lunedi’ mattina, sottolineando: “L’opposizione non perderà quest’occasione di cavalcare l’immagine della socialista ricca”.

Jean-Marc Ayrault, primo ministro, ex professore della scuola pubblica, classe 1950, si ferma, invece, a 1,55 milioni di euro. Che è una cifra superiore a quella indicata da Hollande, che già un anno fa aveva reso pubblico il suo patrimonio: 1,17 milioni di euro. Come dire, meno della soglia (1,2 milioni) a partire dalla quale si paga in Francia la patrimoniale. Siamo comunque ancora a un livello alto rispetto alla maggioranza dei membri del Governo, vedi il ministro dell’Economia Pierre Moscovici (268mila euro di patrimonio). Oppure Manuel Valls, ministro degli Interni, 51 anni, che ha immobili per un valore di poco più di 500mila euro (ma anche un mutuo da pagare di 103mila) e sul conto bancario ha appena 108,71 euro e pochissimi investimenti finanziari. Quanto a Najat Vallaud-Belkacem (classe 1977), ministro delle Parti opportunità, non ha proprietà immobiliari. Il suo patrimonio ammonta a 106mila euro, fra il conto corrente, un’assicurazione sulla vita e uno scooter Piaggio usato, valutato 500 euro.

Quest’operazione trasparenza del governo francese rappresenta solo l’anticipazione di un progetto di legge sulla “moralizzazione della vita pubblica”, che dovrebbe essere adottato il prossimo 24 aprile, per poi passare all’esame del Parlamento. E che imporrà lo stesso obbligo a tutti i parlamentari, ai presidenti degli enti locali, ai direttori delle amministrazioni centrali e ai membri dei gabinetti ministeriali. Questa novità è giudicata positivamente dal 63% dei francesi, in un sondaggio pubblicato ieri dal Journal du dimanche.