Scontro brioso in due atti negli studi de “L’aria che tira”, il talk show di approfondimento politico in onda ogni mattina su La7. Protagonisti del duello: Andrea Scanzi e Daniela Santanchè. La polemica si innesca quando il giornalista del Fatto Quotidiano, dopo aver analizzato l’occupazione delle Camere ad opera del Movimento 5 Stelle, tocca il tema dei “furbetti” dai doppi incarichi e della ineleggibilità di Berlusconi. “I problemi in Italia sono altri” – accusa la pasionaria del Pdl – “continuate a fare le trasmissioni su queste sciocchezze quando l’Italia sta bruciando”. E si inerpica in una filippica sull’etica politica: “Se imparassimo tutti a comportarci bene eticamente, rispettando le regole, e non aspettando che ci vengano imposte le regole, sarebbe molto meglio. Scanzi ride? Pazienza”. Il giornalista spiega così la sua reazione: “E’ meraviglioso sentire la Santanchè parlare di etica e di regole, come se lei per venti anni non fosse stata in Parlamento”. Inevitabili le interruzioni polemiche dell’esponente del Pdl, che rivendica il fatto che “un elettore su tre ha votato Berlusconi”, al punto che Scanzi, non riuscendo a completare il suo intervento, afferma: “La sua educazione è nota a tutti. Vorrei parlare senza che lei mi interrompa con la sua voce da usignolo afono“. Il secondo match avviene pochi minuti dopo, quando viene affrontato il toto-nomi per il Quirinale. “Nomi che potrebbero unire il M5S e il Pd” – dichiara Scanzi – “sono quelli di Rodotà o di Zagrebelsky, nomi che la Santanchè definirebbe giustizialisti”. “Sono nomi di garanzia” – replica provocatoriamente l’esponente del Pdl – “e la Boccassini no? E’ una donna, è un nome di garanzia che tranquillizza tutti. Secondo me, è perfetta. Provi a lanciare Boccassini al Quirinale“. “La lancio” – risponde ironicamente Scanzi – “lancerei anche qualcos’altro in questo momento, Santanchè, ma le evito questo