Sia chiaro, ce l’avevano annunciato: M5S va in Parlamento per attuare una pulizia etnica. Ossia la terminazione dell’intera classe politica di Seconda Repubblica. Ovviamente “terminazione” in senso metaforico, dato che nessuno (a parte probabilmente Paolo Becchi, a cui il bulbo pilifero e l’improvvisa notorietà hanno dato alla testa: a quando la sua foto col burka?) aveva in programma di allestire ghigliottine per eliminare fisicamente l’odiata corporazione.

Difatti in tutti i comizi Beppe Grillo lo ha sempre ribadito nel seguito della celebre battuta “siete circondati”: “arrendetevi e non vi faremo del male”. Sicché in moltissimi abbiamo appoggiato con il nostro voto tale programma. Il guaio che va evidenziandosi con sempre maggiore chiarezza è quanto la genericità dell’assunto (una variazione – seppure questa credibile – sul tema rottamazione lanciato dal non credibile Matteo Renzi) si stia traducendo nella clamorosa ingenuità della messa in opera. Che confina con qualcosa di simile alla pervicacia. Ingenuo è il non tenere conto degli effetti imprevisti, aggiornando la strategia con una tattica adeguata: il successo elettorale aveva creato una spaccatura all’interno dell’establishment, tra revisionisti e oltranzisti.

I primi si rendevano conto dell’impresentabilità del proprio bilancio ventennale e si mostravano disponibili ad andare a qualche Canossa (ovviamente pur di salvare la ghirba, grazie a evidenti astuzie gattopardesche/camaleontiche); gli altri pensavano di arroccarsi nella difesa ad oltranza dei propri privilegi e nel negazionismo delle proprie colpe contro il popolo italiano. Eppure questi sommovimenti non hanno modificato di un millimetro le analisi fatte col coltellaccio del macellaio dei guru grilleschi: attacco frontale senza distinzioni. Con il risultato di vanificare la possibile e utile rottura del fronte avversario; fronte che ora sta rapidamente ricomponendo le spaccature e recuperando per istinto di sopravvivenza la propria ventennale unità. Dato che tale fronte ricompattato detiene il 75% dei suffragi espressi (tra l’altro amplificati dal Porcellum) gli effetti sono due: uno certo (bloccare ogni azione punitiva contro le passate indecenze e ricostituiva della decenza repubblicana, a partire dalla stallo delle commissioni), uno probabile (far durare il più possibile questa legislatura che doveva essere di rapida transizione).

Veniamo così al sospetto di pervicacia: dato che gli effetti di cui sopra erano facilmente prevedibili, si potrebbe pensare che siano stati deliberatamente attesi; all’insegna del tanto peggio tanto meglio. Ossia il disegno di accelerare il processo di putrefazione del nostro sistema politico per giungere all’Apocalisse. Difatti il marcio del Palazzo sta determinando gravi forme di setticemia nel flusso sanguigno dell’intera società nazionale. Nell’opinabile speranza dei Dottor Stranamore del M5S di raggiungere quanto prima la maggioranza assoluta dei consensi. Un gioco al massacro davvero pericoloso, che sarebbe interessante approfondire quanto corrisponda all’interesse effettivo del Paese. E che comunque può rivelarsi un autogol.

Come si dice, tagliarselo per fare un dispetto alla moglie…Per cui presto potrebbero essere gli zombi rivitalizzati – i Berlusconi, i D’Alema e via seguitando fino allo zombino Renzi – a intimare l’arrendetevi, siete circondati. Lo si vedrà presto, con l’elezione del prossimo Presidente della Repubblica. Che se sarà un altro partitocratrico talebano, darà un forte contributo alla mummificazione del sistema politico. Alla faccia degli apriscatole e delle confezioni di tonno.