Allibito, esterrefatto, meravigliato, perplesso, sbalordito, sbigottito. Sono rimasto tutto questo in ordine alfabetico ed altro ancora quando ho letto che il M5S, o perlomeno una parte di esso, sarebbe favorevole a Romano Prodi Presidente della Repubblica. Ma non quello di Corrado Guzzanti, che almeno mi farebbe sorridere, no, proprio quello in carne ed ossa.

Anche se non compare nella sua biografia su Wikipedia, Romano Prodi ebbe un incarico non da poco nella vicenda dell’alta velocità in Italia. Egli infatti nel gennaio del 1992 ricevette da Lorenzo Necci, allora amministratore delegato delle Ferrovie (sì, proprio quel Lorenzo Necci che si vantò di avere avuto 42 assoluzioni in processi penali, ma che almeno una condanna definitiva per corruzione la ebbe) l’incarico di “Garante con il compito di studiare l’impatto diretto ed indiretto del sistema italiano ad alta velocità sul territorio e sul sistema produttivo del Paese”. Nell’aprile dello stesso anno Necci affidò poi una consulenza “per l’analisi economica dell’impatto territoriale” a Nomisma, di cui Prodi era in quel momento presidente del comitato scientifico. Questo quando risulta sia dal libro “Corruzione ad alta velocità” di Ferdinando Imposimato, sia da “Il libro nero dell’alta velocità” di Ivan Cicconi.

A ciò aggiungasi che nel 2006, quando fu a capo del suo secondo ed ultimo governo (tra l’altro, il più numeroso nella storia della Repubblica 102 tra ministri, viceministri e sottosegretari) Prodi nominò (oltre che Ministro della Giustizia Clemente Mastella) Ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, che non mostrò mai incertezze circa il fatto che in particolare la Torino – Lione dovesse essere realizzata.

Ora non pretendo molto dal M5S, posso passare sopra al fatto che qualcuno di loro non sappia come si chiama il palazzo del Senato, o pensi che abbiamo i microchip sotto la pelle, ma almeno la coerenza di essere fortemente e giustamente contrari al TAV Torino-Lione e non votare Romano Prodi Presidente della Repubblica me la aspetto.

Molti mi dicono che, come tutti gli ambientalisti, io so solo dire no. Come dice un mio amico “se chi detiene il potere fa sempre le stesse cose, diremo sempre di no”. Ma questa volta invece dico anche un nome in alternativa, uno lontano finalmente dai partiti: Salvatore Settis, che conosco personalmente e che stimo.