Il regista spagnolo Bigas Luna è morto oggi all’età di 67 anni. La notizia della sua morte è stata confermata ai media spagnoli dagli stessi familiari del regista, che hanno anche reso nota la decisione, per volontà dello stesso Luna di non celebrare esequie o ricordi pubblici.

Da tempo malato, Bigas Luna aveva girato film come La teta y la luna, Prosciutto prosciutto – che gli valse un Leone d’argento nel 1992 – e Le età di Lulu. Fu quest’ultimo, forse il suo film più famoso in Italia, a lanciare la carriera da attrice di Francesca Neri. Altri sono i nomi importanti scoperti dal regista spagnolo. Due di questi, Penelope Cruz e Javier Bardem, poi assurti alla ribalta internazionale grazie alle pellicole di registi come Pedro Almodovar e infine sbarcati a Hollywood. 

Dal design all’eros, questo il percorso artistico del regista e sceneggiatore: nato a Barcellona nel 1946 raggiunse la notorietà internazionale con Prosciutto, prosciutto, nel 1992. Bigas Luna abbandonò gli studi di economia preferendogli quelli di design e alla fine degli anni sessanta fondò con Carles Riart lo studio ‘Gris’, che si occupava di disegno industriale e arredamento di interni. Un impegno preso sul serio: nel 1970 venne premiato per il progetto di un un armadio e nel 1973, insieme ad altri due colleghi firmò il sistema di segnaletica per un ospedale di Barcellona. Le sue prime regie si collegano alla sua attività di designer: nel 1971 realizzò ‘El llit. La taula’, cortometraggio in super 8. Interessato all’arte concettuale e alle nuove tecnologie di videoripresa, espose le sue opere nella Sala Vinçon di Barcellona nel 1973 filmandole, sempre in super 8, nel cortometraggio ‘Taulas’. Dell’anno successivo è il cortometraggio video ‘Cadires’.

Nel 1976 Bigas Luna punta però il suo obiettivo altrove e firma il primo lungometraggio, Tatuaje, tratto da un romanzo di Manuel Vàzquez Montalban, sul tema dell’incesto. L’anno dopo realizza undici cortometraggi di argomento erotico: tutti girati in 16 millimetri e più tardi raccolti in un unico video con il titolo Historias impùdicas. Esordisce poi a Cannes con La chiamavano Bilbao del 1978, film cupo su una ossessione sessuale che si conclude drammaticamente con lo stupro e l’uccisione della donna che ne è oggetto. Ormai i temi e la poetica di Bigas Luna sono fissati, l’eros è per il regista il fulcro di ogni atto e di ogni narrazione. Nel 1990 arriva Le età di Lulu, interpretato da Francesca Neri. Prosciutto, prosciutto (1992), che nel cast schierava Anna Galiena, Penèlope Cruz e Stefania Sandrelli. Seguirono La teta y la luna (1994), il criticato Bambola (1996), protagonista Valeria Marini. Gli ultimi titoli sono stati L’immagine del desiderio (1997), Volavèrunt (1999), Son de mar (2001), Yo soy la Juani (2006), Di Di Hollywood (2010) e Segundo Origen (2012)