La massoneria italiana torna a riunirsi. Il Gran Maestro Gustavo Raffi ha aperto a Rimini la Gran Loggia 2013 il raduno annuale che porta sulla Riviera i delegati delle oltre 700 logge aderenti all’obbedienza di Palazzo Giustiniani. E nel farlo ribatte a chi ha avvicinato nelle ultime settimane lo scandalo bancario Monte dei Paschi di Siena agli ambienti della massoneria. ‘‘Giuseppe Mussari massone dichiarato? È un comunista dichiarato’’, ribatte l’avvocato ravennate.

Basta, è quindi la linea di Raffi, con lo scagliarsi contro la massoneria e con avvicinare Palazzo Giustiniani alle trame più oscure della storia e della cronaca nazionale. La massoneria, per il suo capo, è ben altro. Cos’altro è il Gran Maestro stesso a spiegarlo con un esempio: ‘‘Una volta tornai dal Cile con un libro intitolato Allende massone. All’inizio sembravano tutti interessati. Ma una casa editrice di sinistra dopo le prime promesse non ha pubblicato niente. ‘È un’icona della sinistra’, mi dicevano. Anche che Giuseppe Garibaldi era massone non si può dire’’, si sfoga il Gran Maestro che durante la Gran loggia ha ricevuto delegazioni di massoni da tutto il mondo.

Il rilancio per il Grande Oriente d’Italia, secondo il suo leader ormai in scadenza di (terzo e ultimo) mandato passa tutto per la comunicazione. La P2 di Licio Gelli, il ‘‘materassaio di Arezzo’’, nelle file del GOI fino al marzo del 1982? Un problema di comunicazione. ‘‘Sarebbe stato sufficiente portare ad esempio la vita in esilio del GOI, i personaggi eroici del primo antifascismo per prendere le distanze da quella vicenda’’, spiega Raffi. Poi ribadisce: ‘‘La P2 sta al Grande Oriente come le Brigate rosse al Partito comunista italiano’’.

Certo, a passeggiare per i corridoi dell’immenso Palas di Rimini circa 2.500 delegati delle logge di tutta Italia, la sensazione di apertura all’esterno da parte degli iscritti non è delle più nitide: ‘‘Non zoomate sui visi!’’. ‘‘Che fai mi riprendi? Io ho una professione e non mi interessa essere ripreso’’, sono alcuni dei commenti che più si sentono ripetere quando si prova ad avvicinare qualcuno. La maggior parte dei presenti sono professionisti, avvocati, professori universitari. ‘‘Non è che hanno paura di essere scoperti’’, spiega un membro dello staff di accoglienza per la stampa. ‘‘Ma vedersi una telecamera arrivare addosso non è bello, soprattutto con e cose brutte che spesso si raccontano sulla massoneria. Queste persone si spaventano’’.

L’età media a Rimini sembra molto alta e i giovani sono pochi, anche se va detto che per arrivare all’incontro riminese è necessario avere una iscrizione abbastanza antica. In realtà sembra che i giovani si avvicinino con sempre maggiore frequenza al Grande Oriente. Il motivo ufficiale è il malcontento: ‘‘Molti giovani che fanno politica sono a disagio. Non si riconoscono in un modo di esercitare il potere che non è nell’interesse pubblico’’, spiega il professor Antonio Panaino, professore all’università di Bologna e direttore della rivista del GOI, ‘Hiram’.

Il 6 aprile intanto al Palas arriverà Ornella Vanoni che allieterà i delegati massoni con un concerto. L’anno scorso erano arrivati gli Stadio.