Anche in Sicilia salta il primo eletto del Movimento Cinque Stelle. Sergio Troisi, deputato regionale eletto in provincia di Trapani, ha infatti annunciato di volersi dimettere. Questa volta però non ci sono né epurazioni né diffide postali degli avvocati del comico genovese. Nessun fuori onda alla Giovanni Favia o vietatissimi talk show in stile Federica Salsi. Trosi, semplicemente, vuole tornare a fare il suo lavoro: l’ingegnere. “Mi manca il mio lavoro da ingegnere: ho studiato molto per raggiungere questo obiettivo. Un lavoro che faccio con passione da tempo e che come tutte le passioni, vorrei tornare a fare” dice l’ormai ex deputato del Movimento Cinque Stelle al fattoquotidiano.it.

Troisi ha preso congedo dagli altri 14 colleghi deputati per rifare le valigie e tornare a Londra, dove progetta treni per gli aeroporti. “Un lavoro molto appassionante” assicura lui. E un lavoro in cui guadagnava di più dei duemila e cinquecento euro che rimangono in busta paga ad un deputato regionale del Movimento Cinque Stelle dopo il “taglio” previsto dal programma di Grillo. “Certo guadagnavo di più, ma non è una questione di soldi. Ho cercato di servire la Sicilia meglio che potevo in questi mesi. Semplicemente voglio tornare a fare l’ingegnere. Anche perché da professionista se rimani fuori dal mondo del lavoro per troppo tempo poi sei fuori”. 

Ma perché allora Troisi ha deciso di candidarsi al Parlamento regionale se voleva continuare a progettare treni? “La verità? Non pensavo assolutamente di poter essere eletto. Mi sono candidato perché nella mia città, Trapani, sono uno degli attivisti della prima ora. Scrivevo sul sito del meet up, cercavo di coinvolgere i miei concittadini. All’inizio c’erano problemi a chiudere la lista e di certo all’inizio della campagna elettorale non pensavamo di arrivare a tanto”.

E invece nella fortunata tornata elettorale il movimento di Beppe Grillo si è consolidato come la prima forza politica dell’isola. E a Trapani, nel collegio di Troisi, sono scattati ben due seggi a Palazzo dei Normanni. Il secondo è toccato proprio a Troisi che ha raccolto quasi tremila voti: niente male per un riempi-lista senza alcuna aspettativa (e volontà) di elezione. “Le persone mi conoscevano, hanno apprezzato il mio impegno e mi hanno dato fiducia”. Ma perché non dimettersi subito invece di aspettare cinque mesi? “Non volevo mancare di rispetto ai miei elettori: continuerò comunque ad impegnarmi per il movimento” dice l’ormai ex deputato.

Che ha lasciato il solitamente ambitissimo scranno a Palazzo dei Normanni al conterraneo Sergio Tancredi, quarantacinquenne di Mazara del Vallo. “Mi gratifica e al contempo mi riempie di responsabilità prendere il posto di una persona di valore: farò di tutto per essere all’altezza del nuovo compito” ha detto il neo deputato, che nella vita fa l’istruttore in una palestra e probabilmente ha accettato di buon grado il nuovo incarico.