Ho querelato Twitter, i suoi responsabili e il suo amministratore delegato, per tutti i continui insulti volgari contro di me. Qualcuno doveva pur farlo. E la mia querela va avanti“. Sono le parole di Paola Ferrari, ospite de “Le invasioni barbariche”, su La7. Alla conduttrice, Daria Bignardi, che le fa notare le particolari luci che la illuminano durante “La domenica sportiva” (Rai1), la giornalista replica: “I nostri studi in Rai sono semplici. Non accetto, e su questo punto sono battagliera, che le donne dopo una certa età vengano sempre descritte sempre come brutte, vecchie o rifatte. Se una donna vuole rifarsi” – continua – “si rifa, ma non è il mio caso. Questa è la libertà: non essere sempre giudicate dagli uomini“. Paola Ferrari poi spiega dettagliatamente la sua querela a Twitter, parlando di cyberbullismo. “Pensate” – denuncia – “a quello che è capitato a Mia Martini. Pensate a una persona che viene bersagliata da tweet  in cui si dice che porti male. Non si può sempre attaccare sugli aspetti fisici”. Altro tema affrontato è la sua candidatura ad assessore regionale alla cultura in Lombardia. “Mi è stato proposto quel ruolo da amici del Pdl” – spiega – “ho incontrato il coordinatore del partito in Lombardia, Mario Mantovani, mi sono trovata molto bene con lui e abbiamo parlato. Il Pdl aveva bisogno di donne, di persone dotate di passione e di volti nuovi lontani dalla vecchia politica e io ho dato la mia disponibilità“. La proposta poi è sfumata per motivi che la conduttrice de “La Domenica Sportiva” non sa spiegare: “Sui giornali c’era scritto che non avevo una laurea. Ma era una scusa. Maroni ha detto una frase molto sgradevole, sconveniente e abbastanza volgare sul mio conto. Qualcun’altro” – prosegue – “ha detto: ‘Quasi quasi era meglio la Minetti’. Questo mi ha fatto prendere la decisione definitiva e ho detto: ‘Adesso basta'”. La Ferrari rivanga anche la sua candidatura nella Destra di Storace nel 2008: “La capolista era Daniela Santanchè, mia grande e carissima amica. Ho accettato perchè credevo in una donna che potesse cambiare qualcosa nella politica“. E sottolinea: “Daniela mi piace perchè è una donna di carattere. Le mie amiche non sono mai state persone anonime, da ragazza la mia grande amica era Alba Parietti