Tagli sì, ma non per tutti. Accade a Mediaset, dove nel 2012 sono stati effettuati risparmi per 307 milioni, oltre l’obiettivo iniziale di 250 milioni, per contenere il rosso che lo scorso anno ha raggiunto quota 235 milioni di euro. Mentre per il 2014 si punta a 450 milioni di tagli. Una situazione che ha già registrato le prime scaramucce sindacali subito dopo le elezioni. Ovviamente tra le seconde linee.

Ai vertici, invece, le rivendicazioni non saranno state molte, dal momento che la riduzione complessiva dei compensi di amministratori, dirigenti con responsabilità strategiche e collegio sindacale è stata inferiore al 9%, per un importo pari a 1,16 milioni di euro. E non sono mancati premi una tantum, accanto a incrementi di stipendio e tagli solo simbolici. Per una spesa totale che per il gruppo è stata di 11,867 milioni di euro, contro i 13,027 milioni del 2011.

Nel dettaglio, ai vertici il vice presidente Pier Silvio Berlusconi ha incassato 1,464 milioni di euro, con una decurtazione simbolica dell’1,41% sul 2011, quando l’emolumento era stato di soli 21mila euro più alto. Poteva andare peggio, poi, all’amministratore delegato Giuliano Adreani, che si è portato a casa 2,987 milioni di euro, 331mila euro in meno dell’anno prima (-10%), ma ha contenuto le perdite personali grazie a un premio di 650mila euro “in funzione del raggiungimento dei risultati dell’attività commerciale relativa alla raccolta pubblicitaria”. E questo nonostante la raccolta pubblicitaria complessiva di Publitalia ’80 e Digitalia ’08 lo scorso anno sia crollata del 16% a 2,327 miliardi. In pratica, quindi, chi ci ha smenato di più è stato il presidente Fedele Confalonieri che ha visto calare il suo incasso del 23% a 2,745 milioni (-811mila euro).

Meglio ancora, in proporzione, è andata ai dirigenti con responsabilità strategiche. A partire dalla responsabile degli affari istituzionali del gruppo, Gina Nieri, che ha portato a casa 983mila euro, 46mila euro in più del 2011 (+4,9%), complice il premio “una tantum” di 75mila euro che la società ha erogato a lei e ai colleghi pari grado, “in relazione a specifiche operazioni/particolari impegni aventi caratteristiche di eccezionalità”. Curva analoga per le tasche del direttore generale Informazione R. T. I., Mauro Crippa che, premio incluso, ha incassato 862mila euro, il 6% dell’anno prima, mentre il capo del personale, Niccolò Querci, ha incassato oltre 100mila euro in meno del 2011 causa drastico taglio del bonus, ma porta a casa una somma di tutto rispetto: 1,016 milioni. 

In proporzione, in ogni caso, a guadagnarci più di tutti è stato l’organo di controllo: la spesa di Cologno Monzese per il collegio sindacale nell’anno del primo rosso della sua storia è cresciuta del 22% circa a quota 419mila euro. E questo nonostante la presenza di un sindaco in meno sul 2011.