Gli xenofobi svizzeri contro ilfattoquotidiano.it: “Tromboni con il naso gocciolante di livore”. Dopo la pubblicazione dei manifesti anti-frontalieri, l’Udc, il partito svizzero di ultradestra, se la prende con i media italiani che hanno trattato il tema, stigmatizzando le reazioni sdegnate che la campagna “siamo in mutande” ha suscitato nel nostro paese.

Il comunicato fin dal titolo non lascia spazio all’immaginazione: “Abbiamo abbastanza frontalieri lavoratori, senza che vi si aggiungano quelli politici e mediatici”, come dire: lasciateci insultare gli italiani e pensate ai fatti vostri.

Tra i primi a sottolineare l’ennesima caduta di stile da parte del partito xenofobo elvetico c’è stato proprio ilfattoquotidiano.it, che al pari degli altri media che hanno parlato dell’iniziativa “siamo in mutande” è stato ascritto alla categoria dei “soliti tromboni della stampa italiana”. Secondo l’Udc i giornalisti sarebbero colpevoli di aver pronunciato “prese di posizione e articoli che stanno diffondendosi a macchia d’olio su Internet”, ovviamente per nulla teneri con la posizione di chi, come l’Udc elvetica, non fa mistero della propria avversione nei confronti dei lavoratori italiani impiegati in Svizzera.

Gli esponenti luganesi dell’Udc ci hanno tenuto a sottolineare come “le facili strumentalizzazioni dei suddetti tromboni non ci toccano minimamente” (così poco che hanno sentito il bisogno di pubblicare un comunicato ad hoc). I politici del partito della destra xenofoba, impegnati nella campagna elettorale per le imminenti elezioni comunali di Lugano, stanno infatti puntando molto sul tema del frontalierato, per cercare di riempire il vuoto che si è creato dopo la morte di Giuliano Bignasca, storico leader della Lega dei Ticinesi, il partito che più di tutti nel Canton Ticino si è speso nella lotta contro i lavoratori italiani.

Oggi l’Udc puntualizza le ragioni del fastidio che dichiara di provare nei confronti dei media e della politica italiani: “Ci danno fastidio – nel limite in cui anche qualche raglio riesca a salire in cielo – i frontalieri politici e mediatici che si profilano soltanto per mettere il loro naso gocciolante livore e povertà di spirito nei confronti di una politica che ha reso il nostro paese molto migliore del loro”.