Giudici fannulloni? Non quelli italiani. L’irragionevole durata dei processi in Italia – a differenza di quello che garantisce la Costituzione   non dipende da toghe scansa-fatiche. Al contrario i magistrati italiani sono al primo posto per produttività in Europa nel campo penale e al secondo in quello civile. Il problema è che devono fare i conti con un contenzioso eccessivo. A sostenerlo è l’Associazione nazionale magistrati con un dossier che si basa sui dati della Commissione europea sull’efficienza della giustizia, resi noti oggi a Bruxelles.

Secondo i dati messi insieme dall’Anm nel dossier intitolato “La verità dell’Europa sui magistrati italiani”, che si riferiscono al 2010 e riguardano i 46 stati membri del Consiglio d’Europa, i giudici italiani con 1.228.171 procedimenti penali definiti sono al primo posto in Europa per capacità di smaltimento, seguiti dai colleghi della Russia (1.073.513), della Germania (804.053), della Turchia (797.006) e della Francia (600.764).

Ma rispetto alle toghe degli altri Paesi devono fare i conti con la domanda più alta di giustizia penale: 1.359.884 processi nuovi davanti ai tribunali di primo grado per infrazioni gravi. Così, nonostante la produttività delle toghe, pari al 95% degli affari sopravvenuti annui, l’Italia si conferma al primo posto della classifica negativa dei procedimenti pendenti (1.219.225). Insomma la vera bestia nera è “l’enorme afflusso annuo, il più alto del vecchio Continente, di nuovi processi”. 

Situazione quasi identica nel civile: i giudici italiani hanno dimostrato “un’altissima capacità di smaltimento” con 2.834.879 procedimenti definiti, classificandosi secondi per produttività dopo i colleghi russi (13.627.319). Anche in questo caso però, devono fare i conti con uno “straordinario” numero di nuovi procedimenti annui (2.399.530), inferiore soltanto a quello della Federazione russa. Con il risultato che l’Italia mantiene il record negativo del più alto stock di pendenze. 

Ma non solo, secondo l’Anm: ”Non rispondono al vero” le affermazioni sugli stipendi d’oro, si tratta di un “luogo comune”. Tra i 46 paesi europei censiti, i magistrati italiani – evidenzia l’Anm – si collocano al 6/o posto come stipendio lordo di un giudice della Corte Suprema, al 1° posto come pm presso la Corte Suprema (ma ciò perché il loro statuto costituzionale è uguale a quello dei giudici, a differenza degli altri paesi europei), al 15° posto come stipendio lordo di un giudice all’inizio della carriera ed all’11° posto come stipendio lordo di un pm all’inizio della carriera.