Altro che le diaboliche slot-machine, il gioco del momento è inequivocabilmente Ruzzle! Non ci sono dubbi, lo dimostrano gli oltre 8 milioni di download, solamente in Italia, e senza alcun tipo di promozione, col solo passa-parola.

E per fortuna, perché non si gioca per denaro, non ci sono limiti di età, insomma tutto è pulito. Che bello… però come vedremo c’è comunque qualcuno che ha trovato il modo di fare il furbo. 

L’idea è semplice, quasi banale. Si tratta di un gioco di parole. Il meccanismo è quello del classico Paroliere, ma ci sono le caselle speciali, come nell’altrettanto classico Scrabble (che in Italia è meno conosciuto del suo clone, Scarabeo). 

E allora, dove sta la novità? Ma nel modo in cui il tutto è stato assemblato e presentato, un’applicazione per smartphone e tablet che funziona perfettamente. Il fatto è che gli svedesi della Mag Interactive, la giovane società nata nel 2010 che ha creato Ruzzle, hanno fatto davvero un bel lavoro, hanno previsto tutto quello che necessita a un giocatore per sentirsi a proprio agio.

Lo scivolamento del dito nello schermo per comporre quante più parole possibile nel lasso di 2 minuti è semplicemente perfetto, direi che dà quasi un piacere tattile; il fatto che i complessi punteggi vengano calcolati e addizionati via via in tempo reale dall’applicazione stessa induce costante voglia di migliorarsi; e poi le sfide (in differita) con gli amici o con avversari selezionati a caso nella rete sono organizzate in modo veramente social.

bersani-ruzzleNon si contano i vip che sono stati contagiati, ma a noi dei vip interessa assai poco e poco ci interessa che sia Vendola che Bersani lo abbiano usato nella loro campagna elettorale. Preferiamo notare che per una volta si è diffuso un passatempo sano, una vera ginnastica per il cervello che aiuta a mantenere in forma i propri neuroni e che è pure gratuito (o al modico costo di circa 2 euro e mezzo, se si vogliono a disposizione tutte le opzioni). 

Attenzione però, non bisogna esagerare perché effettivamente – come può testimoniare chiunque abbia provato a giocare – Ruzzle può forse indurre una sia pur minima forma di compulsività. In altre parole, quando si gioca, si ha voglia di continuare a giocare e personalità deboli possono far fatica a fermarsi. 

Dicevamo dei furbetti. Non c’è nulla in palio, semplicemente si sale e si scende in un ranking generale (tipo l’Elo degli scacchi), ma c’è comunque chi usa applicazioni “cheater”, che permettono di barare: risolvono lo schema trovando tutte le soluzioni migliori…e si fa anche in tempo a copiarne un po’. Ma che bravi! Chissà che soddisfazione a vincere in quel modo! Questo la dice lunga sulla qualità del genere umano.

Comunque tranquilli, la Mag sta già sviluppando efficaci misure anti-stronzi.