Nelle precedenti settimane ho parlato di alcune emozioni raccolte fra gli elettori (gli esclusi, il grillino, il berlusconiano. Mi pare che esprimano meglio che i ragionamenti, che per inciso non sortiscono soluzioni, lo stato della situazione post voto. Concludo con le emozione riportate da un elettore democratico.

Per introdurlo racconto un episodio personale. Quando avevo i figli piccoli per un periodo di alcuni mesi il più giovane, che aveva tre anni, ogni tanto menava il grande di otto. Cominciavano fra loro discussioni sugli argomenti più insulsi che sfociavano col piccolo che sferrava dei calcioni negli stinchi. Il grande non reagiva forse per senso di responsabilità, forse perché si rendeva conto che avendo cinque anni in più poteva fargli male. Noi genitori intervenivamo dicendo di smetterla e, fondamentalmente, li sgridavamo entrambi. Un giorno il grande venne da me e mi disse: “Ma come, io ho preso un calcio e vengo sgridato al pari di mio fratello che me lo ha dato?”. Aveva perfettamente ragione tanto che da allora noi genitori cambiammo tattica e in poco tempo la situazione venne superata. Ora che sono adulti sono diventati amici tanto che quest’estate sono andati, assieme alle rispettive fidanzate, in vacanza assieme.

Vediamo ora cosa mi ha detto un elettore democratico: Dottore io non sopporto l’equiparazione fra Pdl e Pd che viene definito Pdmeno l. Non ha senso! La destra ha un capo carismatico inamovibile; noi abbiamo cambiato, con libere elezioni, anche troppi leader. Non siamo legati alle persone ma alle idee che le persone devono, temporaneamente, incarnare. Negli ultimi dieci anni la destra ha governato per otto anni con maggioranze ampie mentre noi solo due con una maggioranza così risicata da avere difficoltà ad approvare leggi per l’opposizione interna una volta di Mastella e l’altra di Turigliatto. Se poi guardiamo agli ultimi venti anni troviamo cinque anni di governo di centrosinistra che hanno dato all’Italia le uniche liberalizzazioni e un quasi pareggio di bilancio. La destra si è occupata solo dei problemi del loro capo. Come è possibile fare di tutta l’erba un fascio? Questo dire che “tanto sono tutti uguali!” è solo becera propaganda. Comunque io sono orgoglioso perché mi sento come i trecento alle Termopoli. Io sono uno di quei 140 mila elettori che ha impedito alla destra di vincere. Ora che hanno perso rivendicano la presidenza della Repubblica, figuriamoci se avessero vinto! Non mi piacciono le espressioni “Vaffanculo, zombi, morti, facce da culo”. Sono oggettivamente ributtanti. Noi democratici siamo un partito che discute, che ha delle idee serie, disposto a cambiare e andare in parlamento, come dice la parola stessa, a parlare. Se però vogliono il voto io che ho votato Bersani sono disposto ad appoggiare Renzi. Perché noi siamo e rimarremo orgogliosamente democratici e non schiavi di un capo.

Le emozioni che emergono, rabbia per non essere compresi e orgoglio di sentirsi migliori come vengono percepite dai lettori? Che emozioni evocano?