Volete un governo Rodotà? Intanto io mi suicido. Quindi avete la responsabilità della mia vita. Anche se va Zagrebelsky mi suicido. Mi butto dalla Torre Velasca“. Così Giuliano Ferrara commenta un sondaggio realizzato dall’agenzia Ipr-Marketing, secondo la quale la massima percentuale degli elettori del centrodestra vorrebbe un governo Pd-Pdl. Il direttore de “Il Foglio” ne discute al Tg3 assieme ad Andrea Scanzi e a Stefano Menichini, direttore di “Europa”. Biasima fortemente Vito Crimi e Roberta Lombardi del Movimento 5 Stelle e afferma: “Quando li ho visti, mi sembrava di vedere una scena di Totò e Peppino. Le loro dichiarazioni a filastrocca sono state il punto più basso della storia della prima, della seconda, della terza e probabilmente della quarta, della quinta e della sesta Repubblica”. Ribatte Andrea Scanzi, che osserva: “A me vengono in mente almeno un centinaio di dichiarazioni molto peggiori di quelle di Crimi e Lombardi, come quelle relative alla maggioranza del centrodestra che votò che Ruby era la nipote di Muabarak“. Il giornalista del Fatto Quotidiano fa poi una disamina sui possibili scenari politici che si possono presentare e stronca ogni previsione di successo per il governo Bersani. Ferrara applaude Scanzi per il suo articolo su Pietro Grasso e nega di essere un sostenitore di Silvio Berlusconi, definito dall’Elefantino “un pazzo” per aver buggerato Monti. Nel finale, il direttore del Foglio ha un piccolo scontro con Antonella Rampino, giornalista de “La Stampa”, a proposito del conflitto d’interessi  di Gisella Ruccia

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23 marzo: la piazza e il governo, la rivolta e la “concordia”

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