Nessun conflitto d’interesse. Il nuovo assessore alla Sanità della Regione Lombardia, Mario Mantovani, sostiene che nulla della sua “attività imprenditoriale del passato influirà sulle sue decisioni” nelle vesti di ‘guida della sanità’, settore che assorbe circa il 75% del bilancio regionale. “Non ci sono ragioni per sostenere una cosa del genere”, dice in riferimento agli articoli del Fattoquotidiano.it che riferiscono delle attività dell’assessore nel campo dell’immobiliare e della sanità, con le case famiglia per anziani convenzionate con la Regione. “Non ci sono ragioni per ipotizzare conflitti d’interessi, perché quelle ricordate sono appunto attività del passato”, anche se fanno tuttora capo alla sua famiglia. Mantovani quindi ha escluso qualsiasi conflitto di interesse precisando: “Non sono in nessuna compagine societaria. Quelle avanzate sono accuse senza basi concrete”

L’assessore, poi, ha chiesto di mettere una pietra sopra i recenti scandali che hanno travolto il settore negli ultimi mesi. “La magistratura ha non solo il diritto, ma il dovere, di approfondire, chiarire e fare emergere la verità”, ha dichiarato all’ospedale Niguarda di Milano in occasione della sua prima uscita pubblica. Mantovani sottolinea la necessità di “chiudere questa pagina purtroppo triste della salute lombarda”. “Io – ha detto – preferisco parlare della buona sanità regionale, da esportare a livello mondiale”. Ed è per questo che, ha annunciato, “con oggi tracciamo un solco. Tutto ciò che è passato non può essere attribuito a responsabilità attuali”. Il nuovo assessore, però, non si è ancora espresso sul futuro della sua carriera politica e sulle varie “poltrone” da lui occupate visto che è contemporaneamente senatore del Pdl, sindaco di Arconate e vicepresidente della Regione Lombardia. Il fedelissimo di Silvio Berlusconi ha quindi toccato il tema delle poltrone. In particolare le nomine dei manager di Asl e ospedali lombardi, che occuperanno le poltrone rimaste vacanti: “arriveranno in brevissimo tempo, certamente subito dopo Pasqua. Sto analizzando i curricula e farò del mio meglio perché credo che gli ospedali e le Asl abbiano bisogno di una guida al più presto”. E sulla decisione di nominare Walter Bergamaschi nuovo direttore generale della Sanità dopo Carlo Lucchina, ha sostenuto che non è stata dettata da “logiche di partito. Non lo conosco personalmente”, ma sulla sua nomina hanno pesato gli echi sulla sua professionalità e il suo curriculum vitae”.

Mentre tra le priorità ha indicato “il contenimento della spesa, la razionalizzazione dei servizi e la coesione fra sanità pubblica e privata”. Per Mantovani è poi fondamentale “l’incentivazione delle eccellenze e della ricerca“. E ha precisato: “Il contenimento dei costi, ahimè, è una nota importante, non solo per la politica ma anche per le funzioni che riguardano la salute”. Con gli effetti degli ultimi provvedimenti del governo, “si riduce di 260 milioni di euro il finanziamento alla sanità lombarda – ha ricordato – e secondo me lo si fa con un taglio lineare che non aiuta la buona sanità, ma dobbiamo adeguarci alle decisioni che assumono in sede nazionale”, anche se, “ci faremo valere sui tavoli Stato-Regioni per difendere le nostre ragioni”.

Per quanto riguarda il ticket, invece, “la questione è all’esame del comitato economico della Regione. Noi vorremmo certamente ridurli, soprattutto alle famiglie in difficoltà e ai redditi bassi, ma non possiamo ridurli ai redditi più alti, per i quali forse qualche ritocco al rialzo sarà necessario”. 

Mantovani, infine, ha annunciato: “Proporremo al professor Umberto Veronesi di presiedere un comitato che possa aiutarci a fare i passi giusti in tema di trasparenza nella Sanità”, spiegando che “stiamo valutando con lui che non abbia interessi connessi, perché altrimenti si troverebbe ad assumere decisioni che creerebbero danno alla sua persona e alla sua grande attività”.