Siamo il secondo popolo più longevo tra quelli occidentali su un campione di 19 Paese. E’ quanto emerge da uno studio della rivista Lancet, ripreso nei giorni scorsi dai media inglesi che si domandano come sia possibile che pur guadagnando meno, fumando di più, avendo una spesa sanitaria non elevata e una situazione economica disastrata, viviamo – in media- ben 18 mesi più degli inglesi: 81 anni e mezzo contro 79 anni e 9 mesi. Nei giorni scorsi la notizia ha avuto grande eco all’estero ma in Italia, complici probabilmente le polemiche post-elettorali, non se n’è parlato. “Neanche un giornalista italiano mi ha contattata per commentare la notizia – ha detto alla Bbc Stefania Salmaso, direttrice del Centro nazionale di Epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità. – Le persone non si rendono conto di quanto siano fortunate e si lasciano sfuggire le buone notizie”. 

A precederci nella classifica dei più longevi un altro Paese economicamente messo male: la Spagna. Ma gli inglesi non sembrano curarsi troppo degli spagnoli. Vogliono capire perché noi li “battiamo” in termini di aspettativa di vita. Loro sono al 14esimo posto della classifica, molto dopo Francia, Germania e Svezia, rispettivamente al terzo, quarto e quinto posto. “Com’è possibile che la Dolce vita superi la Buona vita britannica?”, si chiedono.I motivi sono diversi. Come scrive Fergus Walh della Bbc: “Abbiamo minori disuguaglianze sociali rispetto ai britannici e mangiamo seguendo la dieta mediterranea che sembra essere miracolosa soprattutto a causa della grande varietà di frutta e verdura, del ridotto apporto di grassi animali e dell’uso dell’olio d’olia per la cottura. In genere beviamo anche in modo diverso dagli inglesi: il vino consumato durante i pasti ci fa sfuggire dal cosiddetto effetto binge drinking (l’assunzione di più bevande alcoliche in un intervallo di tempo breve che aumenta il rischio di ammalarsi di demenza senile) comune in Gran Bretagna e nei Paesi del Nord Europa. Anche se le abitudini delle nuove generazioni stanno cambiando e si tende ad “abbuffate alcoliche” soprattutto nei fine settimana.

La somma dei fattori, però, non porta a un risultato preciso. Come infatti spiega Edmund Jessop, vice-presidente della Facoltà di Salute, le aspettative di vita sono dovute a un ampio numero di fattori e quindi è difficile individuare esattamente quali siano. Nei 200 commenti all’articolo della Bbc i pareri sono diversi. C’è chi dice che è questione di genetica. Molti concordano sul grande ruolo giocato dal cibo. Qualcuno scrive: basta camminare per strada o all’aeroporto di Malpensa per notare quanto gli italiani siano in forma. Altri, invece, ritengono che tendenzialmente siamo un popolo felice e che prendiamo la vita con l’allegria.