Raccontare la propria storia, soprattutto far capire cosa vuol dire essere disabile e vivere ogni giorno con le difficoltà che ciò comporta: è questa la ‘pulsione’ che guida la redazione de “Sogni di cristallo”, mensile online realizzato da una redazione di 10 ragazzi con disabilità intellettive e psicorelazionali, il cui primo numero è stato pubblicato l’11 marzo. Finanziatore e ideatore di questa iniziativa la cooperativa “Fraternità e amicizia” di Milano, nata nel 2007, specializzata proprio nell’offrire servizi e assistenza a ragazzi con deficit cognitivi lievi.

“L’idea di un giornale – spiega Raffaella Ganzelli, direttore della testata – è partita qualche anno fa, insieme ad alcuni ragazzi che avevano la capacità di scrivere. Si tratta di persone con deficit cognitivi lievi, che apparentemente non presentano gravi problematiche, ma che in realtà percepiscono il disagio di essere disabili, spesso non comprendendone le motivazioni, vivendo in contesti di solitudine e scarso confronto con i coetanei, con grande sofferenza”. Così si è iniziato prima con qualche articolo pubblicato sul sito della cooperativa (www.fraternitaeamicizia.it), fin quando non si è deciso di rendere il progetto più ‘professionale’ e organizzato. Con il finanziamento della cooperativa, la sponsorizzazione di una farmacia di Milano e l’aiuto di un giornalista professionista, è stata costituita la redazione, composta da giovani la cui età va dai 24 ai 42 anni.

Il giornale può essere letto o dal sito della cooperativa, o iscrivendosi alla mailing list (cristalli@fraternitaeamicizia.it). “Il nostro è un mensile aperto – continua Ganzelli – che vuole promuovere il pensiero e le idee non solo della redazione, ma anche di chiunque voglia contribuire, come medici, genitori, altre cooperative e associazioni, inviando i propri contributi. Esiste un’altra disabilità, più mascherata, che ha però bisogno ugualmente di ascolto e di considerazione”. Come dimostrano anche le parole dei redattori di “Sogni di cristallo”. “Ho deciso di partecipare – racconta Antonio, 30 anni – perché voglio trasmettere agli altri le mie emozioni, spiegare cosa significa avere questi problemi e andare avanti. Non siamo soltanto piccole figure, ma persone uguali agli altri. E abbiamo scelto il nome ‘Sogni di cristallo’ perché il cristallo, come noi, è molto prezioso”.

Così anche Alessandro, 42 anni: “E’ la prima volta che collaboro a un giornale – precisa – Vogliamo raccontare la disabilità in tutte le sue facce, cos’è, i problemi, i nostri valori e le qualità di una persona disabile. Ci rivolgiamo a istituzioni, famiglie e ragazzi e i temi variano dall’attualità alla cultura e poesia, al mondo della disabilità appunto”. Una ‘piccola’ iniziativa che può contribuire a rendere ‘interessanti’ persone che all’apparenza non lo sono, che “hanno difficoltà a trovare occupazioni, ad integrarsi, a costruirsi un futuro, che non hanno fisici prestanti – conclude Ganzelli – non sono dei leader, a volte sono lenti a comprendere informazioni o eseguire consegne, e non rispondono alle immagini di forza e bellezza che riempiono l’immaginario di molti giovani. Ma a cui vanno restituite dignità, decisionalità, e sogni”.