Mentre i dati sull’economia del Paese sono tutt’altro che ottimisti, la Cassa depositi e prestiti archivia il 2012 con risultati eccellenti. La società partecipata per il 70 per cento dal ministero dell’Economia e delle Finanze che gestisce i risparmi postali degli italiani, ha registrato utili in crescita del 77 per cento a 2,85 miliardi. Un risultato che è stato possibile grazie anche a un guadagno netto di 485 milioni dalla cessione parziale del pacchetto di azioni Eni in suo possesso.  Ma, anche al netto della dismissione del pacchetto Eni, la crescita dei profitti della Cassa sarebbe pari al 50 per cento. L’impennata degli utili è stata favorita sicuramente anche dall’incremento del rendimento degli impieghi superiore al costo della raccolta, che ha portato a un aumento del 51 per cento del margine d’interesse. Ovvero, in altri termini, gli investimenti della Cassa hanno fruttato al meglio.

Per quanto riguarda la dismissione delle azioni Eni, le ragioni della vendita risalgono all’annullamento del 10 per cento di azioni proprie da parte del Cane a sei zampe deliberato a metà luglio. Riducendo il numero di azioni Eni in circolazione, la quota di Cdp e del Tesoro nel colosso energetico è infatti schizzata dal 30,1 a circa il 34 per cento. La Cassa ha quindi messo sul mercato questa eccedenza durante l’estate scorsa, senza fare annunci di collocamento ma vendendo giorno per giorno direttamente sul mercato. La Cassa si è disfata di una fetta delle azioni Eni anche per prendere il controllo della Snam, che non poteva avere come azionista il Cane a sei zampe perché lo aveva stabilito l’Antitrust.

I conti del gruppo svelano inoltre che Cdp può contare su 100 miliardi di crediti a clientela e banche, il 2 per cento in più rispetto al 2011. Al di là dei conti, nel bilancio diffuso dalla Cassa spicca l’impatto della sua attività sull’intera economia italiana. Nel 2011 la Cdp ha mobilitato sotto forma di finanziamenti e investimenti risorse complessive per oltre 22 miliardi di euro, quasi l’1,5 per cento del Pil italiano, segnando un nuovo record e una crescita del 35 per cento rispetto ai 16,5 miliardi di euro impiegati nel 2011. La Cdp ha quindi quasi raggiunto con un anno di anticipo gli obiettivi del piano triennale 2011-2013, che prevedevano l’immissione nell’economia di nuove risorse superiori complessivamente a 40 miliardi di euro. Previsione che, alla luce dei risultati del 2012, è stata rivista a oltre 50 miliardi in tre anni, più del 3 per cento del Pil.