“Ce la possiamo fare”. È questo che penso da quando ho sentito la limpida voce di Laura Boldrini, donna, né giovane né vecchia, sensibile e intelligente, ricca di esperienza politica ma non logorata dalla politica come professione, parlare al Paese da una posizione di prestigio. Ce la possiamo fare noi, prima metà del cielo (la più numerosa, la meno garantita). Ma soprattutto ce la può fare l’Italia. Possiamo uscirne. Persone perbene, intelligenti e appassionate ce ne sono molte. Non sono la maggioranza, ma non sono neanche uno sparuto drappello di martiri. Bisogna andarli a cercare. Eleggerli.

Coinvolgerli. La classe dirigente può essere radicalmente rinnovata. Non è una “mission impossible”. Come è successo il miracolo Boldrini? Certo, per la rinnovata forza del movimento delle donne ma, come il miracolo Grasso, anche per obbligo, con i politici di lungo corso condizionati dai neoeletti cinquestellini. Per necessità, con i leader costretti al coraggio dalla disperazione (il povero Bersani). Per sopravvenuta ineleggibilità delle solite facce di mummia, impresentabili per noi ma, finalmente, anche per quel centinaio di “noi” che è, miracolosamente, sbarcato in Parlamento.

Grillo sarà pure quella mina vagante che dicono, ma i cinquestellini sono una magnifica risorsa. Soprattutto se imparano a disobbedire.

da Il Fatto Quotidiano del 19 marzo 2013